Emergono i primi elementi dall’autopsia eseguita sul corpo di Simone Concas all’ospedale di Lanusei, nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura per i minorenni di Cagliari. L’esame, affidato ai medici legali Roberto Demontis e Danilo Fois, si è svolto alla presenza anche del consulente nominato dalla difesa del 16enne sottoposto a misura cautelare. Secondo le prime valutazioni, ancora provvisorie, il decesso sarebbe stato provocato da due coltellate, una che avrebbe raggiunto il cuore e una seconda che avrebbe interessato un polmone. I risultati definitivi della consulenza medico-legale saranno depositati entro i termini previsti dall’autorità giudiziaria.
La ricostruzione al vaglio degli investigatori
Dalle prime indicazioni emerse durante l’esame autoptico, gli investigatori ritengono che i due fendenti siano stati inferti quando la vittima era ancora in posizione eretta. Si tratta di elementi che entreranno a far parte del fascicolo investigativo e che saranno valutati insieme agli altri accertamenti già eseguiti nel corso delle indagini per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti avvenuti nei giorni scorsi a Bari Sardo.
Il minore resta in custodia cautelare
Il 16enne, che durante l’interrogatorio ha dichiarato di aver colpito Simone Concas sostenendo di essersi difeso, rimane detenuto nell’istituto penale minorile di Quartucciu. La giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i minorenni di Cagliari ha infatti convalidato l’arresto e disposto il mantenimento della misura cautelare, accogliendo la richiesta della Procura. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il ragazzo si era presentato spontaneamente nella caserma dei Carabinieri poche ore dopo l’episodio, avvenuto la sera in cui, sempre secondo gli accertamenti, la sorella del giovane era stata investita e gravemente ferita dall’auto condotta dalla vittima.
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