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Non solo nuraghi in Sardegna: alla scoperta dei castelli che raccontano la storia dell’Isola

La storia della Sardegna è indissolubilmente legata alla civiltà nuragica ma l'Isola possiede anche un enorme patrimonio medievale

Crediti foto: Comune di Sanluri

Quando si pensa alla Sardegna, il primo richiamo è quasi sempre ai nuraghi, simbolo di una civiltà millenaria unica al mondo. Eppure l’isola custodisce anche un patrimonio medievale di straordinario valore, spesso meno conosciuto ma altrettanto affascinante. Tra il XII e il XV secolo, infatti, la Sardegna fu teatro di contese tra Giudicati, Repubbliche marinare e Corona d’Aragona, un periodo che portò alla costruzione di decine di fortezze destinate al controllo del territorio e delle principali vie commerciali.

Secondo gli studi storici, nel Medioevo furono edificati circa 80 castelli, molti dei quali oggi sopravvivono solo come ruderi. Altri, invece, sono arrivati fino ai nostri giorni in ottimo stato di conservazione e rappresentano autentiche testimonianze della complessa storia dell’isola.

Il Castello di Sanluri, l’unico ancora abitato

Tra le fortezze più importanti della Sardegna spicca il Castello di Sanluri, nel Medio Campidano. È considerato l’unico castello medievale dell’isola ancora abitabile e uno dei meglio conservati.

L’attuale struttura risale al XIV secolo, quando il re Pietro IV d’Aragona ne ordinò la fortificazione nel 1355 per rafforzare il controllo del territorio durante il lungo conflitto con il Giudicato d’Arborea. La posizione strategica rese Sanluri uno dei principali presidi militari dell’epoca e pochi decenni dopo, nel 1409, il castello fu protagonista della celebre Battaglia di Sanluri, uno degli scontri decisivi nella conquista aragonese della Sardegna.

Oggi il maniero è una residenza privata aperta alle visite e ospita un ricco percorso museale con collezioni dedicate al Risorgimento, alla Prima guerra mondiale e alla storia della Sardegna. Conserva inoltre importanti raccolte di documenti, opere d’arte e cimeli storici che ne fanno uno dei poli culturali più interessanti dell’isola.

Il Castello dei Doria di Castelsardo, sentinella sul mare

Arroccato su un promontorio che domina il Golfo dell’Asinara, il Castello dei Doria è probabilmente l’immagine medievale più iconica della Sardegna.

Fu edificato dalla potente famiglia genovese dei Doria intorno al XII secolo con l’obiettivo di controllare le rotte commerciali del nord dell’isola. Attorno alla fortezza nacque progressivamente il borgo fortificato di Castelsardo, oggi inserito tra i borghi storici più suggestivi d’Italia.

Le mura conservano ancora gran parte dell’impianto originario e dalla sommità del castello si gode uno dei panorami più spettacolari della Sardegna, con vista sull’Asinara e, nelle giornate più limpide, persino sulla Corsica. All’interno trova spazio il Museo dell’Intreccio Mediterraneo, dedicato all’antica arte dell’intreccio delle fibre vegetali, tradizione ancora viva nel territorio.

Il Castello di Serravalle a Bosa

Affacciato sul colle di Serravalle, domina il profilo di Bosa e rappresenta uno dei castelli medievali meglio conservati della costa occidentale.

La sua costruzione viene fatta risalire alla famiglia Malaspina, tra la fine dell’XI e l’inizio del XII secolo. La fortezza aveva una funzione eminentemente difensiva e controllava il corso del fiume Temo, unico fiume navigabile della Sardegna.

All’interno del complesso spicca la piccola chiesa di Nostra Signora de Sos Regnos Altos, celebre per gli affreschi quattrocenteschi che costituiscono una delle testimonianze artistiche medievali più importanti dell’isola.

Il Castello di Acquafredda, la rocca di Ugolino della Gherardesca

Nel territorio di Siliqua sorgono i suggestivi ruderi del Castello di Acquafredda, costruito su un rilievo vulcanico che domina il Campidano.

La tradizione lo lega alla figura del conte Ugolino della Gherardesca, reso immortale dalla Divina Commedia di Dante. Sebbene la struttura abbia origini precedenti, il castello fu effettivamente controllato dalla potente famiglia pisana nel XIII secolo e svolse un ruolo strategico nella difesa dei possedimenti nel sud della Sardegna.

Oggi resta una delle mete più amate dagli appassionati di trekking e storia grazie alla posizione panoramica e alla notevole imponenza delle sue fortificazioni.

Il Castello Malaspina di Osilo

Nel nord della Sardegna, il Castello Malaspina di Osilo domina il paesaggio da oltre seicento metri di altitudine.

Realizzato probabilmente nel XII secolo dalla famiglia Malaspina, rappresentò uno dei principali punti di controllo della regione settentrionale. Nei secoli passò sotto diverse dominazioni, seguendo le vicende politiche della Sardegna medievale.

Anche se oggi rimangono soprattutto le mura e la torre principale, il sito continua a offrire una vista spettacolare sulla Nurra, sul Golfo dell’Asinara e, nelle giornate più limpide, fino alla Corsica.

Il Castello di Monreale a Sardara

Meno conosciuto rispetto ad altre fortezze ma di grande valore storico è il Castello di Monreale, che domina il territorio di Sardara.

Costruito nel XIII secolo dal Giudicato d’Arborea, rappresentava uno dei principali baluardi difensivi del regno giudicale durante il difficile confronto con gli Aragonesi. La posizione consentiva il controllo dell’intero Campidano e delle principali vie di comunicazione interne.

Oggi ne restano importanti testimonianze archeologiche che permettono di comprendere l’organizzazione militare dei Giudicati.

Un patrimonio che racconta un’altra Sardegna

I castelli sardi rappresentano un capitolo fondamentale della storia dell’isola. Se i nuraghi raccontano una civiltà preistorica senza eguali, le fortezze medievali testimoniano invece secoli di guerre, alleanze, commerci e incontri tra popoli provenienti da tutta l’area mediterranea.

Visitare questi manieri significa ripercorrere una Sardegna diversa da quella delle spiagge e dei siti nuragici: un’isola che nel Medioevo fu al centro delle grandi vicende politiche del Mediterraneo occidentale e che ancora oggi conserva, tra mura, torri e bastioni, le tracce di un passato straordinariamente ricco e complesso.

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