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Pallini di plastica, ritrovamenti anche a Tortolì e in Sicilia: l’allarme si espande

Dopo il caso del Poetto, Archeoplastica segnala granuli anche sulla costa di Tortolì. Episodi analoghi documentati in Sicilia, mentre le autorità indagano

Crediti foto: Archeoplastica - Instagram

Continua a far discutere il caso dei pellet di plastica rinvenuti nelle scorse settimane sulla spiaggia del Poetto di Cagliari. A rilanciare l’allarme è ancora una volta la pagina social Archeoplastica, che documenta nuovi ritrovamenti sia in Sardegna che in Sicilia, alimentando gli interrogativi sull’origine della dispersione dei granuli di polietilene nel Mediterraneo.

Nuove segnalazioni tra Sicilia e Sardegna

Secondo quanto riferito da Archeoplastica, grazie alle numerose segnalazioni ricevute sono state acquisite fotografie scattate a metà giugno lungo la costa di Palermo, dove erano stati rinvenuti due sacchi integri contenenti granuli di polietilene, oltre a migliaia di pellet già dispersi lungo il bagnasciuga.

I sacchi, spiegano dalla pagina, sono stati rimossi poco dopo il ritrovamento. Un elemento che ha attirato l’attenzione riguarda uno dei sacchi recuperati successivamente sulla spiaggia del Poetto, che riporta anch’esso il marchio Dow, pur presentando alcune differenze grafiche rispetto a quelli fotografati in Sicilia.

Saranno ora le autorità competenti a verificare se tra i due episodi possa esistere un collegamento.

Granuli rinvenuti anche a Tortolì

Nel frattempo continuano ad arrivare nuove segnalazioni anche dalla Sardegna.

Archeoplastica riferisce infatti che grandi quantità di pellet di plastica sono state individuate anche lungo la costa orientale dell’Isola, nell’area di Tortolì, confermando come il fenomeno non riguardi più soltanto il litorale del Poetto.

I pellet, noti anche come “nurdles”, rappresentano la materia prima utilizzata dall’industria per la produzione di oggetti in plastica e, una volta dispersi in mare, costituiscono una delle principali fonti di microplastiche primarie, con conseguenze significative per gli ecosistemi marini.

Un problema che riguarda tutta l’Europa

Il fenomeno non interessa soltanto il Mediterraneo. Come ricorda Archeoplastica, il 19 luglio nel porto di Tyne, nel Regno Unito, la collisione tra la nave Wind Orca e la portacontainer BG Orange ha provocato la dispersione in mare di circa 25 tonnellate di granuli di plastica, uno dei più gravi episodi di questo tipo registrati finora in Europa.

Le nuove segnalazioni confermano la crescente attenzione verso un fenomeno che preoccupa ambientalisti e istituzioni e che potrebbe richiedere misure più rigorose per il trasporto e la gestione dei pellet plastici, al fine di ridurre il rischio di dispersione nell’ambiente.

 

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