La vertenza Fluorsid entra in una fase sempre più delicata. Nella mattinata odierna i lavoratori dello stabilimento di Macchiareddu hanno dato vita a un presidio promosso dalle segreterie territoriali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, insieme alle Rsu, per chiedere il ritiro dei due licenziamenti contestati e sollecitare un confronto con l’azienda.
L’iniziativa è stata organizzata dopo l’assemblea dei dipendenti, alla luce del mancato ritiro dei provvedimenti disciplinari e dell’assenza, secondo quanto denunciato dalle organizzazioni sindacali, di una convocazione da parte dell’azienda per il tavolo richiesto.
Il sit-in
Il presidio ha richiamato numerosi lavoratori, preoccupati per gli sviluppi della vertenza e per le possibili ripercussioni sull’intera area industriale di Macchiareddu. Alla manifestazione hanno preso parte anche la senatrice del Movimento 5 Stelle Sabrina Licheri, la deputata Avs Francesca Ghirra, il sindaco di Assemini Mario Puddu, il segretario provinciale del Partito Democratico di Cagliari Efisio De Muru e altri rappresentanti del Pd.
In una nota diffusa a margine del sit-in, la senatrice ha ribadito la necessità di favorire il confronto tra azienda e rappresentanze dei lavoratori.
“Oggi ho partecipato al presidio dei lavoratori Fluorsid e ho ascoltato direttamente le loro preoccupazioni e quelle espresse dalle organizzazioni sindacali. In una fase così delicata per il futuro dello stabilimento è fondamentale che prevalgano il dialogo, il senso di responsabilità e il pieno rispetto del confronto tra le parti”, ha dichiarato Licheri.
L’esponente del M5S ha inoltre assicurato il proprio impegno affinché la vertenza venga affrontata anche a livello nazionale. “Il lavoro, la dignità delle persone e il futuro di un presidio industriale strategico per la Sardegna meritano attenzione e il massimo impegno da parte di tutti. Per questo continuerò a impegnarmi affinché venga aperto un tavolo di confronto presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con il coinvolgimento dell’azienda, delle organizzazioni sindacali e delle istituzioni. È necessario affrontare questa vertenza con trasparenza e responsabilità, mettendo al primo posto la tutela dell’occupazione e del patrimonio produttivo del territorio”, ha concluso la senatrice.
I sindacati
La mobilitazione conferma il clima di forte preoccupazione tra i dipendenti e le organizzazioni sindacali, che chiedono un’immediata riapertura del dialogo per scongiurare ulteriori tensioni e individuare una soluzione condivisa a tutela dell’occupazione e della continuità produttiva dello stabilimento.
“È un atteggiamento gravissimo” hanno detto i segretari Giampiero Manca (Filctem), Mattia Carta (Femca) e Pierluigi Loi (Uiltec). “Da parte di un’azienda che riceve finanziamenti pubblici e che si ostina a non dichiarare formalmente una crisi che, di fatto, prevede il dimezzamento delle produzione e un conseguente numero di esuberi non quantificato”.
E ancora: “Sembra ci sia un primo riscontro positivo ma attendiamo la convocazione immediata di un tavolo formale che non può prescindere dal ritiro dei due licenziamenti unilaterali”.
Al presidente Giulini l’appello diretto delle organizzazioni sindacali: “Accogliere le nostre richieste, a partire dal ritiro dei licenziamenti, sarà utile a riportare la vertenza dentro quel sistema di regole condivise indispensabile a gestire le difficoltà dell’azienda”.
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