A Cagliari torna al centro del dibattito politico il tema della gestione dei rifiuti. La riduzione della Tari per le utenze domestiche, rimarcata dal sindaco Massimo Zedda, ha infatti riacceso il confronto tra maggioranza e opposizione sul modello di raccolta e sui costi complessivi del servizio.
Il primo cittadino ha rivendicato il risultato attraverso un intervento sui social, sottolineando il calo della tassa sui rifiuti registrato negli ultimi due anni. Numeri ottenuti anche grazie ai 9 milioni di euro di contributi regionali inseriti nella Finanziaria di aprile 2025 targata Todde e che fecero arrabbiare e non poco molti sindaci.
Zedda: “Tari giù del 12% in due anni”
“Abbiamo ridotto la tassa sui rifiuti Tari per le utenze domestiche del 12% rispetto al 2024. Abbiamo confermato le agevolazioni per chi affitta a studenti universitari e a canone concordato. 4 milioni e 600 mila euro di risparmio per le cagliaritane e i cagliaritani”, ha dichiarato Zedda.
Il sindaco ha inoltre ricordato l’introduzione, dal 2026, del bonus sociale Tari, una riduzione automatica del 25% della tariffa destinata “ai nuclei familiari il cui Isee, in base alle norme nazionali, non risulti superiore a 9.530 euro, elevato a 20.000 euro per i nuclei familiari con almeno quattro figli a carico”.
Il nuovo appalto e i servizi previsti
Nel suo intervento Zedda ha annunciato anche le prospettive legate al nuovo contratto di gestione dei rifiuti, che entrerà a regime nell’aprile 2027 e avrà una durata complessiva di 7 anni e 7 mesi.
Secondo l’Amministrazione comunale, il nuovo sistema consentirà di rafforzare la raccolta differenziata domiciliare e potenziare numerosi servizi sul territorio, tra cui spazzamento manuale e meccanizzato, lavaggio di strade, marciapiedi, piazze e portici, pulizia dei mercati civici e delle spiagge, raccolta degli abbandoni e interventi collegati a manifestazioni ed eventi.
Tra le novità indicate figurano maggiori lavaggi dei marciapiedi, un incremento delle attività di spazzamento e dello svuotamento dei cestini, l’apertura di una nuova isola ecologica mobile in via Puglia, attiva dodici ore al giorno per sette giorni alla settimana, il potenziamento della raccolta degli indumenti e nuove campagne di educazione ambientale.
L’attacco dell’opposizione
La lettura della situazione è però profondamente diversa per il consigliere comunale di minoranza Roberto Mura, esponente di Alleanza Sardegna, che contesta la narrazione della Giunta. Secondo Mura, la riduzione della Tari non sarebbe il risultato di una maggiore efficienza del servizio, ma deriverebbe dall’utilizzo di risorse pubbliche destinate a compensare i costi.
“La propaganda della Giunta non riesce a nascondere la realtà: il costo del servizio di raccolta dei rifiuti è aumentato di quasi 7 milioni di euro rispetto al 2023 e oggi supera i 55 milioni”, ha affermato il consigliere.
“La riduzione della Tari annunciata dal sindaco non nasce da un servizio più efficiente, da minori costi o da una città più pulita. È ottenuta semplicemente utilizzando milioni di euro del bilancio comunale: risorse pubbliche che appartengono sempre ai cittadini e che vengono spostate da una tasca all’altra”.
L’esponente dell’opposizione ha inoltre criticato la scelta di puntare sul nuovo appalto, sostenendo che il modello di raccolta resterebbe sostanzialmente invariato rispetto al passato. Mura ha accusato l’Amministrazione di aver confermato un sistema che, a suo giudizio, avrebbe mostrato criticità sia sul piano economico sia sulla qualità del decoro urbano.
“Il risultato è sotto gli occhi di tutti: Cagliari è sporchissima, il servizio è costosissimo e la diminuzione della tariffa è impercettibile. Prima di celebrare risultati inesistenti, la Giunta dovrebbe spiegare perché i cittadini debbano continuare a pagare sempre di più per ricevere un servizio che non migliora e per mantenere in vita un modello che ha già fallito”.
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