Notizie Approfondimenti “Su Nuraxi” e non solo: alla scoperta dei nuraghi più iconici della...

“Su Nuraxi” e non solo: alla scoperta dei nuraghi più iconici della Sardegna

La storia nuragica racconta indissolubilmente la storia della Sardegna: da "Su Nuraxi" di Barumini il viaggio nei secoli dell'Isola

La Sardegna custodisce uno dei patrimoni archeologici più straordinari del Mediterraneo: i nuraghi, monumentali costruzioni megalitiche erette tra il XVIII e il IX secolo a.C., simbolo della civiltà nuragica. Se ne contano oltre 7.000 distribuiti in tutta l’isola, ma alcuni siti si distinguono per imponenza, stato di conservazione, complessità architettonica e importanza storica.

Su Nuraxi – Il monumento simbolo della Sardegna

Patrimonio Mondiale UNESCO dal 1997, Su Nuraxi è il più celebre tra i nuraghi sardi. Edificato a Barumini a partire dal XVI secolo a.C., rappresenta il modello più evoluto dell’architettura nuragica.

Il complesso è costituito da una torre centrale alta originariamente oltre 18 metri, circondata da quattro torri collegate da possenti mura e racchiuse da un esteso villaggio di capanne. Gli scavi diretti dall’archeologo Giovanni Lilliu hanno rivelato un insediamento abitato per molti secoli, fino all’età romana.

Su Nuraxi testimonia il livello tecnico raggiunto dai costruttori nuragici, capaci di movimentare enormi blocchi di basalto senza l’ausilio di malte o leganti.


Crediti foto: Sardegna Turismo

Nuraghe Santu Antine – Il “palazzo del Re”

Conosciuto come la “reggia dei nuraghi”, Santu Antine, a Torralba, è uno degli edifici preistorici più monumentali d’Europa.

Realizzato tra il XVI e il XV secolo a.C., presenta una torre centrale alta circa 17 metri ancora oggi conservata su tre livelli. L’intero complesso comprende tre torri principali unite da cortine murarie e un articolato sistema di corridoi, scale elicoidali e terrazze.

La precisione della muratura e la monumentalità dell’edificio dimostrano un’organizzazione sociale avanzata e una notevole conoscenza dell’ingegneria megalitica.


Crediti foto: Sardegna Turismo

Nuraghe Losa – Capolavoro di equilibrio architettonico

Perfettamente conservato, il Nuraghe Losa ad Abbasanta è considerato uno dei migliori esempi di architettura nuragica.

Costruito con blocchi di basalto perfettamente lavorati, possiede una torre centrale, tre torri secondarie e un articolato sistema difensivo. Colpisce per la regolarità della pianta e per l’ottimo stato degli ambienti interni, che permettono di comprendere concretamente la funzione degli spazi abitativi e militari.


Crediti foto: Sardegna Turismo

Nuraghe Arrubiu – Il gigante rosso

È il più grande complesso nuragico della Sardegna, situato ad Orroli. Il nome deriva dal colore rossastro del basalto utilizzato nella costruzione. L’edificio comprende una torre centrale circondata da cinque torri principali e un’ulteriore cinta con numerose torri minori, formando uno dei sistemi difensivi più complessi del Mediterraneo occidentale.

Le ricerche hanno documentato una lunga continuità d’uso e numerosi reperti che raccontano la vita quotidiana della comunità nuragica.


Crediti foto: Fondazione Petrass

Nuraghe Palmavera – Il villaggio delle comunità

Situato a pochi chilometri da Alghero, Palmavera è famoso per il grande villaggio che circonda il complesso monumentale.

Le oltre cinquanta capanne conservate permettono di comprendere l’organizzazione urbanistica della società nuragica. Particolarmente significativa è la cosiddetta “capanna delle riunioni”, interpretata come luogo destinato alle assemblee della comunità.


Crediti foto: Sardegna Turismo

Complesso nuragico Su Mulinu – Il nuraghe che divenne santuario

Tra i siti più affascinanti della Sardegna figura il complesso di Su Mulinu, nel comune di Villanovafranca, un monumento unico per storia e caratteristiche architettoniche.

Le indagini archeologiche hanno dimostrato che il nucleo originario era un protonuraghe costruito nel Bronzo Medio, successivamente inglobato in un complesso con torri a thòlos, bastioni e un articolato sistema difensivo. La struttura racconta quindi l’evoluzione dell’architettura nuragica attraverso diverse fasi costruttive.


Crediti foto: Fondazione Villanovafranca

L’elemento che rende Su Mulinu un sito eccezionale è però la sua trasformazione in luogo di culto durante la prima età del Ferro. All’interno del vano E fu realizzato uno straordinario altare in arenaria modellato come un bastione nuragico, considerato un unicum nell’archeologia sarda. L’altare, decorato con elementi bronzei e dotato di una vasca rituale, testimonia il passaggio del complesso da struttura difensiva a santuario, confermando come molti nuraghi abbiano assunto nel tempo anche una funzione religiosa.

Gli scavi, avviati negli anni Ottanta sotto la direzione dell’archeologo Giovanni Ugas, hanno restituito inoltre materiali punici, romani e medievali, prova della lunga frequentazione del sito. Oggi il complesso è affiancato dal Museo Archeologico di Villanovafranca, che conserva numerosi reperti provenienti dagli scavi.

Leggi le altre notizie su www.cagliaripad.it