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Zanzare positive alla West Nile a Cagliari: ecco cos’è il virus della Febbre del Nilo

Zanzare positive alle West Nile a Cagliari ma nessun contagio all'uomo; ecco cos'è il virus della Febbre del Nilo e quali sono i sintomi

Crediti foto: Ansa

L’efficacia della sorveglianza epidemiologica sul territorio nazionale ha trovato una conferma recente nel Sud Sardegna, dove le autorità sanitarie hanno intercettato la circolazione del virus prima che si traducesse in una minaccia clinica per la popolazione. Nell’ambito del Piano Nazionale Arbovirosi, i monitoraggi condotti dalla ASL 8 di Cagliari in sinergia con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale e il Centro Antinsetti hanno rilevato la presenza della febbre del Nilo in pool di zanzare catturate in due polmoni verdi cittadini: l’Orto Botanico e il cimitero di San Michele.

L’azienda sanitaria ha prontamente comunicato che, allo stato attuale, non si registra alcun caso di infezione umana correlato a questi campionamenti, sottolineando come l’identificazione precoce serva proprio a far scattare interventi mirati di prevenzione e disinfestazione ambientale senza generare allarmismi ingiustificati.

Dinamiche di trasmissione e vettori ambientali

La febbre del Nilo, scientificamente nota come West Nile Fever, è una patologia infettiva la cui diffusione è legata a un ciclo biologico ben definito che vede l’uomo e i cavalli come ospiti terminali occasionali. Il serbatoio biologico primario è costituito dagli uccelli selvatici; gli insetti ematofagi, in particolare le zanzare del genere Culex, fungono da vettori biologici attivi, prelevando l’agente patogeno dai volatili infetti e trasmettendolo ad altri mammiferi mediante la puntura.

Poiché non esiste un passaggio diretto del virus da individuo a individuo tramite fluidi biologici o contatto interpersonale, l’attenzione della sanità pubblica si concentra quasi esclusivamente sul controllo delle popolazioni di insetti e sulla mappatura degli spostamenti della fauna aviaria sul territorio.

Lo spettro sintomatologico e il rischio clinico

Il quadro clinico legato alla contrazione della patologia mostra una notevole variabilità, manifestandosi in forme perlopiù benigne ma mantenendo una potenziale pericolosità per i soggetti vulnerabili. Nel panorama epidemiologico, circa l’80% delle infezioni decorre in modalità totalmente asintomatica, senza che il paziente avverta alterazioni dello stato di salute. Nel restante 20% dei casi si assiste alla comparsa di una sindrome simil-influenzale caratterizzata da rialzo termico, cefalea, spossatezza e dolori articolari diffusi.

Una percentuale inferiore all’1%, localizzata prevalentemente tra soggetti anziani o immunocompromessi, può tuttavia sviluppare manifestazioni neurologiche severe, quali meningiti ed encefaliti, capaci di lasciare esiti invalidanti o compromettere le funzioni vitali.

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