Slitta al 2027 lo stanziamento di 30 milioni di euro previsto dalla Regione Sardegna per l’ingresso nella futura holding unica destinata a riunire la gestione degli aeroporti di Cagliari, Olbia e Alghero. La decisione è arrivata durante l’esame della variazione di bilancio in Consiglio regionale e riapre il confronto sull’intera operazione societaria.
Il rinvio delle risorse è contenuto nel sub-emendamento 2.746, riferito all’emendamento 2.568 al primo comma dell’articolo 4 della variazione di bilancio, dedicato ai trasporti. Una modifica che, oltre a spostare al prossimo anno i 30 milioni, concede alla maggioranza e alla Giunta altro tempo per approfondire un progetto considerato strategico per il futuro della rete aeroportuale dell’Isola.
La scelta è stata accolta con posizioni diverse, ma il tema della governance e del peso del pubblico nella futura holding è emerso trasversalmente, anche all’interno della maggioranza.
Barbara Manca: “Operazione complessa, servono approfondimenti”
A spiegare le ragioni del rinvio è stata l’assessora regionale dei Trasporti Barbara Manca, che ha definito l’operazione particolarmente complessa sia sotto il profilo economico-finanziario sia dal punto di vista amministrativo e tecnico.
“Si sta andando avanti con i piedi di piombo”, ha sottolineato Manca, spiegando che la Giunta sta conducendo ulteriori approfondimenti per garantire la massima trasparenza prima di procedere.
Lo spostamento delle risorse al 2027, secondo l’assessora, consentirà proprio di disporre del tempo necessario per completare le verifiche e affrontare i diversi aspetti dell’operazione.
Il nodo della governance
Al centro del dibattito c’è soprattutto la futura composizione societaria della holding. Il timore espresso da diversi consiglieri è che la Regione, pur mettendo sul tavolo 30 milioni di euro, possa non disporre di un controllo effettivo della società.
Per i critici dell’operazione, il rischio è che le decisioni sui tre aeroporti vengano orientate prevalentemente da logiche di redditività e mercato, mentre gli scali rappresentano per la Sardegna infrastrutture strategiche per la mobilità e la continuità territoriale.
Una questione che riguarda non soltanto la gestione economica degli aeroporti, ma anche le politiche di sviluppo dell’Isola e la possibilità di utilizzare la rete aeroportuale come strumento di programmazione regionale.
Riformatori: “Abbiamo sei mesi per cambiare il progetto”
Tra i primi a leggere positivamente lo slittamento è stato Umberto Ticca, capogruppo dei Riformatori, pur chiedendo di non considerare il rinvio come un punto di arrivo.
“Abbiamo guadagnato sei mesi di serenità per il governo degli aeroporti sardi”, ha osservato Ticca, invitando però la Regione a utilizzare questo periodo per aprire un confronto approfondito sull’assetto della holding.
Secondo il consigliere, il problema principale resta il peso minoritario del pubblico nella futura struttura societaria. Il rischio, a suo giudizio, è che gli interessi della Sardegna vengano subordinati a obiettivi di redditività nel breve periodo.
Ticca ha inoltre sostenuto che l’operazione sarebbe stata caratterizzata da elementi di scarsa chiarezza, richiamando anche le osservazioni emerse in relazione alla Corte dei Conti.
Piga: “Operazione spericolata e scellerata”
Ancora più dura la posizione di Fausto Piga, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, che ha definito il progetto “spericolato e scellerato”.
Secondo Piga, la riorganizzazione rischierebbe di determinare una riduzione del peso pubblico al di sotto della maggioranza, nonostante l’investimento di 30 milioni di euro da parte della Regione.
Una prospettiva che, secondo l’esponente dell’opposizione, renderebbe necessario rivedere profondamente l’impostazione dell’operazione prima di impegnare le risorse pubbliche.
I dubbi arrivano anche dalla maggioranza
Il tema non divide soltanto maggioranza e opposizione. Perplessità sono state espresse anche da esponenti del Campo largo.
Maria Laura Orrù, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra e sindaca di Elmas, ha sottolineato come la decisione sia destinata a incidere “sul modello di sviluppo della nostra isola per i prossimi decenni”. Per Orrù gli aeroporti non possono essere considerati semplicemente infrastrutture di trasporto: rappresentano un servizio essenziale per garantire ai cittadini collegamenti e accesso ai servizi.
Sulla stessa linea il capogruppo di Orizzonte Comune, Sandro Porcu, che ha evidenziato la consistenza delle risorse in gioco. “Le risorse sono ingenti”, ha osservato Porcu, sostenendo che la Regione non possa “limitarsi ad assistere alla fusione degli scali, ma debba essere in grado di incidere sulle scelte strategiche della futura società”.
Il vero nodo sarà capire se il rinvio servirà soltanto a perfezionare un’operazione già impostata oppure se rappresenterà l’occasione per rivederne l’architettura societaria. Una partita da 30 milioni di euro che, al di là delle cifre, riguarda il controllo di infrastrutture considerate strategiche per il futuro economico e sociale della Sardegna.
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