Si ferma a un passo dal podio il cammino della staffetta 4×100 femminile dell’Italia agli Europei senior 2026 di atletica leggera. Le azzurre hanno chiuso la finale al quarto posto, pagando appena sei centesimi rispetto alla formazione salita sul terzo gradino del podio e nove centesimi dall’argento.
Una prestazione che lascia inevitabilmente l’amaro in bocca alla squadra italiana, scesa in pista con l’obiettivo dichiarato di conquistare una medaglia. Tra le protagoniste c’era anche la sprinter sarda Dalia Kaddari, che al termine della gara ha affidato ai social le proprie sensazioni.
La delusione di Dalia Kaddari
La velocista isolana non ha nascosto la propria amarezza per un risultato arrivato al termine di una gara estremamente equilibrata, ma ha scelto di guardare anche alla forza del gruppo e alla possibilità di trasformare la delusione in motivazione.
“Abbiamo chiuso al quarto posto nella 4×100. Un risultato che fa male, soprattutto perché siamo scese in pista con un unico obiettivo, conquistare una medaglia. Sapevamo di avere il valore e le possibilità per farlo, ma oggi non è bastato. Nessun alibi, abbiamo dato tutto, come sempre, mettendoci faccia, cuore e anima”.
Parole che raccontano la consapevolezza di una squadra che ha visto sfumare il podio per un margine minimo, senza però mettere in discussione il proprio valore.
“Siamo una squadra forte”
Kaddari ha quindi sottolineato la compattezza del gruppo e la necessità di ripartire proprio dalla delusione maturata in pista.
“Siamo una squadra forte e questa delusione non cambia quello che siamo. Anzi, deve darci ancora più forza per ripartire, più unite e più consapevoli del nostro valore”.
Infine il ringraziamento a chi ha seguito e sostenuto le azzurre durante il percorso europeo, con la promessa di tornare a competere per obiettivi importanti.
“Grazie a tutti quelli che ci hanno sostenuto fino all’ultimo. Questa volta non è andata come volevamo, ma torneremo a lottare”.
Per Dalia Kaddari e le compagne, dunque, resta il quarto posto e soprattutto la consapevolezza di essere state vicinissime a una medaglia. Una finale decisa da pochi centesimi che lascia spazio alla delusione, ma anche alla voglia di ripartire.
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