Oltre 20 pazienti già visitati e in attesa di ricovero, ancora sulle barelle del Pronto Soccorso del Santissima Trinità di Cagliari. È la situazione denunciata da Nursing Up e rilanciata da USB PI Sanità, con i sindacati che tornano a sollecitare un intervento della Regione Sardegna sul problema del sovraffollamento e sulla gestione della rete ospedaliera.
Questa mattina erano 21 i pazienti già visitati e ancora in attesa di essere trasferiti nei reparti di destinazione, una situazione che il sindacato Nursing Up considera ormai incompatibile con il normale funzionamento del servizio di emergenza-urgenza.
L’elevato numero di pazienti in boarding, cioè persone che, pur avendo completato il percorso di valutazione in Pronto Soccorso, rimangono nella struttura in attesa di un posto letto, sta mettendo sotto forte pressione medici, infermieri e operatori socio-sanitari. A questo si aggiungono i tempi di attesa prolungati e il crescente nervosismo degli utenti, con il rischio che la tensione finisca per riversarsi sugli operatori.
L’allarme del Nursing Up
Andrea Cattarin, dirigente sindacale del Nursing Up per la Asl di Cagliari, evidenzia come il Pronto Soccorso non possa essere utilizzato come una struttura di degenza ordinaria. Gli spazi e l’organizzazione di un servizio di emergenza, sottolinea il sindacato, non sono infatti compatibili con la permanenza prolungata di pazienti già valutati e in attesa di ricovero.
“Non è umanamente possibile per i professionisti sanitari gestire contemporaneamente le lungodegenze e garantire l’accesso e la gestione delle emergenze in arrivo” spiega.
Il problema, secondo l’organizzazione sindacale, non riguarda esclusivamente il Santissima Trinità, ma rappresenta il riflesso di una criticità più ampia nella disponibilità dei posti letto ospedalieri e nell’integrazione con i servizi territoriali.
La permanenza dei pazienti per giorni all’interno del Pronto Soccorso determina infatti una doppia pressione: da una parte aumenta il carico assistenziale sulle équipe impegnate nella gestione dei pazienti in boarding, dall’altra riduce gli spazi e le risorse disponibili per accogliere le persone che arrivano con nuove condizioni di emergenza o urgenza.
La richiesta alla Regione
Marino Vargiu, dirigente territoriale Nursing Up, si fa portavoce della richiesta di intervento proveniente dagli stessi lavoratori del Pronto Soccorso e sollecita l’Assessorato regionale alla Sanità ad adottare provvedimenti immediati.
L’obiettivo indicato dal sindacato è duplice: tutelare le condizioni di lavoro degli operatori e, allo stesso tempo, garantire ai cittadini un’assistenza adeguata e tempi di gestione compatibili con la funzione del Pronto Soccorso.
“Le responsabilità non possono essere scaricate sui lavoratori”
“Non siamo davanti a un semplice problema del Pronto Soccorso. Siamo davanti al fallimento di una rete. Quando oltre 20 pazienti rimangono in attesa di un posto letto, significa che il sistema di ricovero non sta funzionando e che le responsabilità non possono essere scaricate sui lavoratori”, afferma Gianfranco Angioni, responsabile regionale USB PI Sanità.
“Il boarding non può diventare una modalità ordinaria di gestione dei pazienti. Un Pronto Soccorso deve occuparsi dell’emergenza e dell’urgenza, non trasformarsi per giorni in un reparto di degenza. A pagare questa disorganizzazione sono i pazienti e i lavoratori”, sottolinea Angioni.
Il Piano regionale contro il sovraffollamento
La protesta assume particolare rilievo, evidenzia USB PI Sanità, alla luce dell’approvazione nel 2026 del Piano regionale per la gestione del sovraffollamento dei Pronto Soccorso e dei flussi di ricovero. Il documento prevede strumenti per la gestione dei posti letto, il bed management e il contenimento del fenomeno del boarding.
Da qui la richiesta del sindacato di capire perché, nonostante l’esistenza del Piano, al Santissima Trinità continuino a verificarsi situazioni di forte pressione.
“La domanda che poniamo alla Regione è semplice: se esiste un Piano contro il sovraffollamento, perché oggi al Santissima Trinità ci sono oltre 20 pazienti in attesa di ricovero? Chi sta governando i posti letto? Chi sta coordinando la rete? Chi sta verificando le disponibilità nelle altre strutture?”, chiede Angioni.
“Il posto letto va cercato nell’intera rete”
Per USB PI Sanità la gestione delle emergenze non dovrebbe fermarsi al singolo ospedale. La ricerca della disponibilità dovrebbe interessare l’intera rete sanitaria regionale, attraverso un coordinamento centralizzato e operativo.
“La ricerca del posto letto non può fermarsi davanti alla porta del Santissima Trinità. Deve essere effettuata sull’intera rete regionale, attraverso una regia unica e realmente operativa. E quando necessario deve essere utilizzata anche la capacità del privato accreditato, nell’ambito della programmazione pubblica e delle regole del Servizio sanitario regionale”, afferma il responsabile regionale del sindacato.
Il problema, quindi, non sarebbe riconducibile esclusivamente alla quantità di posti letto disponibili, ma anche alla capacità del sistema di individuarli, coordinarli e renderli effettivamente accessibili in tempi rapidi.
La pressione sul personale
Il sovraffollamento del Pronto Soccorso ha inevitabili ripercussioni anche sugli operatori sanitari. Medici, infermieri e OSS sono chiamati contemporaneamente a gestire i nuovi accessi e i pazienti ancora in attesa di trasferimento nei reparti.
“Gli operatori stanno facendo tutto quello che possono, ma non possiamo continuare a chiedere loro di gestire contemporaneamente l’emergenza, i nuovi accessi e pazienti che dovrebbero essere già nei reparti. La professionalità del personale non può diventare l’ammortizzatore delle inefficienze del sistema”, denuncia Angioni.
Secondo USB PI Sanità, tra i fattori che contribuiscono al sovraccarico del Pronto Soccorso ci sarebbero anche le difficoltà nei rapporti tra ospedale, territorio e rete dei posti letto, oltre alla gestione delle dimissioni protette e dei pazienti che necessitano di assistenza intermedia.
“Meno annunci e più responsabilità”
Il sindacato chiede quindi alla Regione Sardegna e all’Assessorato alla Sanità un intervento immediato per rendere pienamente operativa la rete regionale dei posti letto e affrontare il problema del sovraffollamento.
“Chiediamo meno annunci e più responsabilità. Se la Regione ha approvato un Piano per ridurre il boarding, adesso deve dimostrare che quel Piano funziona. Non possiamo accettare che rimanga sulla carta mentre i pazienti continuano a trascorrere ore o giorni sulle barelle”, conclude Angioni.
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