La campagna di vaccinazione contro la Dermatite nodulare contagiosa dei bovini sta dando risultati positivi in buona parte della Sardegna, ma permangono aree dell’Isola alle prese con importanti limitazioni. In particolare, il blocco della movimentazione dei bovini continua a interessare un’ampia zona compresa tra il centro e il Sud-Est regionale, a causa di due focolai. Quello di Escalaplano risulta ancora classificato come attivo, mentre quello di Samugheo, pur essendo stato dichiarato chiuso, resta sottoposto alle misure di biosicurezza previste dalla normativa europea.
Il caso di Escalaplano attende il pronunciamento del Tar
Le due situazioni hanno avuto sviluppi differenti. A Samugheo, infatti, i bovini appartenenti alla mandria colpita dal contagio sono stati abbattuti. A Escalaplano, invece, l’allevatore interessato ha presentato ricorso contro il provvedimento di depopolamento degli animali presenti nell’azienda. La vicenda è ora al vaglio del Tribunale amministrativo regionale, dal quale potrebbe arrivare un primo pronunciamento già all’inizio dell’autunno. La decisione potrebbe quindi rappresentare un passaggio significativo nella gestione del focolaio ancora attivo.
L’impatto economico sulle aziende zootecniche
Sul fronte sanitario, il quadro viene descritto come sostanzialmente sotto controllo grazie all’attività dei servizi veterinari e alla progressione della campagna vaccinale. Più complessa appare invece la situazione economica. Il blocco alla movimentazione e alla vendita dei bovini continua infatti a coinvolgere centinaia di aziende zootecniche, con conseguenze crescenti sui bilanci degli allevatori. Ogni settimana di restrizioni aumenta le difficoltà di gestione degli animali e alimenta l’incertezza sulla capacità delle imprese di collocare sul mercato i capi, anche nell’eventualità di un futuro allentamento dei divieti.
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