Quante prestazioni sono state effettivamente recuperate? Quali risorse sono state utilizzate e con quali risultati? Sono questi alcuni degli interrogativi posti dal consigliere regionale Alberto Urpi, che ha presentato un’interrogazione con risposta scritta indirizzata alla presidente della Regione e all’assessore della Sanità per fare il punto sulle azioni messe in campo contro le liste d’attesa nella sanità sarda.
L’iniziativa punta a verificare concretamente l’efficacia delle misure adottate dalla Regione, concentrandosi in particolare sul lavoro svolto dal Responsabile Unico regionale dell’Assistenza Sanitaria (Ruas), dall’Ufficio di supporto e dall’Unità Centrale di Gestione dell’Assistenza Sanitaria. Nel mirino anche le campagne straordinarie per il recupero delle prestazioni e la gestione dei finanziamenti destinati all’abbattimento delle attese.
La richiesta: numeri chiari sulle prestazioni recuperate
Secondo Urpi, la priorità è passare dagli annunci alla verifica dei risultati ottenuti. “Sulle liste d’attesa non bastano più gli annunci. I cittadini hanno bisogno di sapere quante prestazioni sono state recuperate, quanto è stato speso e, soprattutto, se i tempi di attesa sono realmente diminuiti. Oggi manca una fotografia complessiva, aggiornata e facilmente verificabile dei risultati ottenuti”.
Tra gli elementi sui quali il consigliere regionale chiede chiarimenti figura anche il piano che ha coinvolto Asl 8 di Cagliari e Arnas Brotzu, attraverso il quale era previsto il recupero di circa 30 mila prenotazioni. L’interrogazione punta a conoscere quante prestazioni siano state effettivamente recuperate e quale sia stato l’impatto dell’intervento.
Urpi chiede inoltre informazioni sul progetto avviato nella Asl 6 del Medio Campidano, che, secondo quanto riportato nell’interrogazione, dopo una prima fase di attività sarebbe stato interrotto. La Regione è chiamata quindi a spiegare le ragioni dello stop e a fornire un bilancio dell’iniziativa.
Il dato Agenas e il nodo dei tempi di garanzia
A pesare sulla richiesta di una verifica complessiva è anche l’andamento degli indicatori relativi al rispetto dei tempi di garanzia. Urpi richiama in particolare i dati Agenas riferiti al primo semestre del 2026, secondo i quali la quota delle prime visite specialistiche erogate entro i tempi previsti sarebbe passata dal 69,2% al 64,1%.
“Abbiamo istituito strutture, nominato un responsabile e destinato risorse importanti” prosegue Urpi. “Ora dobbiamo capire cosa ha funzionato e cosa no. Il dato Agenas sul primo semestre 2026, con il rispetto dei tempi di garanzia per le prime visite specialistiche sceso dal 69,2% al 64,1%, impone una verifica seria e senza alibi. Se una misura funziona va rafforzata, se non funziona va corretta”.
Risorse e prestazioni finanziate
Un’altra parte dell’interrogazione riguarda l’impiego dei fondi previsti dagli interventi contenuti nella legge regionale n. 24 del 2025. Il consigliere domanda alla Giunta di specificare quali prestazioni siano state finanziate, quali somme siano state effettivamente utilizzate e quali quantità di prestazioni siano state inizialmente programmate rispetto a quelle realmente erogate.
“La sanità si misura sulla risposta che diamo alle persone. Una visita o un esame che arriva troppo tardi può significare rinunciare a una diagnosi, a una cura, a una possibilità. Per questo chiediamo trasparenza e numeri verificabili: non per fare polemica, ma perché dietro ogni giorno di attesa c’è un cittadino che non può permettersi di aspettare”, conclude Urpi.
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