Si apre una nuova prospettiva per lo stabilimento ex Bekaert di Macchiareddu, al centro negli ultimi mesi di una complessa vertenza industriale. Il tavolo convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha confermato il percorso di reindustrializzazione del sito attraverso l’accordo con Nuova Icom, azienda sarda specializzata nel settore dell’impiantistica industriale.
Il progetto punta a salvaguardare l’occupazione e a rilanciare l’attività produttiva dell’impianto, in passato specializzato nella realizzazione di corde metalliche per pneumatici. Secondo quanto emerso durante l’incontro, il piano prevede l’acquisizione dello stabilimento e di parte degli impianti, l’avvio di una nuova produzione e il progressivo riassorbimento dei lavoratori coinvolti dalla crisi.
Il progetto: tutti i lavoratori riassorbiti e 55 nuove assunzioni
I dati sull’occupazione indicati nel corso del confronto parlano di 150 lavoratori ex Bekaert da riassorbire, ai quali dovrebbero aggiungersi 55 nuove assunzioni immediate, portando il totale previsto dal piano industriale a 205 posti di lavoro stabili.
Il Mimit, nella propria comunicazione, fa riferimento invece alla salvaguardia di 160 posti di lavoro, con la possibilità di un ulteriore incremento. Il progetto illustrato al tavolo istituzionale dovrà quindi proseguire attraverso le successive fasi operative e gli accordi definitivi.
Il riassorbimento della forza lavoro dovrebbe avvenire progressivamente nell’arco di 8-12 mesi dall’acquisizione definitiva dello stabilimento, con una prima fase di avvio immediata e il successivo aumento delle attività fino al pieno regime.
Il piano industriale presentato da Nuova Icom prevede inoltre 40 milioni di euro di investimenti: 25 milioni destinati alle infrastrutture, 8 milioni allo sviluppo del progetto industriale e altri 7 milioni a nuove opportunità di crescita e diversificazione produttiva.
Urso: “Una soluzione concreta”
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha sottolineato il valore del progetto e le prospettive legate alla tutela dei posti di lavoro.
“La prospettiva industriale individuata per lo stabilimento di Macchiareddu rappresenta una soluzione concreta. Oggi abbiamo verificato la solidità del progetto che consente di guardare con maggiore fiducia alla salvaguardia dei 160 posti di lavoro, con un possibile significativo incremento”.
Il ministro ha inoltre assicurato che il Governo continuerà a seguire l’operazione insieme alla Regione Sardegna e alle organizzazioni sindacali, affinché il percorso possa rispettare le tempistiche previste e tradursi nel rilancio effettivo del sito produttivo.
Secondo il Mimit, l’operazione rappresenta il risultato di un percorso condiviso tra istituzioni, impresa e organizzazioni dei lavoratori, con l’obiettivo di trasformare una crisi industriale in una nuova opportunità di sviluppo e occupazione per il territorio.
Cani: “Un risultato reso possibile dal lavoro svolto in questi mesi”
Soddisfazione è stata espressa anche dall’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani, al termine del tavolo romano, ritenuto decisivo per il futuro del sito produttivo.
“L’esito del tavolo odierno al Mimit è la dimostrazione che la Sardegna possiede il tessuto imprenditoriale e le infrastrutture necessarie per attrarre investimenti e trovare soluzioni alle crisi industriali. Un risultato reso possibile grazie all’intenso e proficuo lavoro portato avanti in questi mesi dalla Presidente Alessandra Todde e dagli assessorati dell’Industria e del Lavoro, in sinergia con il Ministero delle Imprese, che ha condotto al subentro di una realtà solida come Nuova Icom per la trasformazione di uno stabilimento a rischio di dismissione in un polo industriale rinnovato, salvaguardando asset industriali strategici per l’Isola”.
Il progetto punta a sfruttare anche la posizione strategica dell’area industriale di Macchiareddu, le infrastrutture già esistenti e le potenzialità legate alla vicinanza del Porto canale, con l’ambizione di sviluppare un polo produttivo di riferimento nel Mediterraneo.
I sindacati: “Passo decisivo dopo mesi di vertenza”
Per Fiom Cgil, Fsm Cisl e Uilm Uil, l’incontro al Mimit rappresenta un risultato ottenuto anche grazie alla mobilitazione dei lavoratori e delle lavoratrici nel corso dell’ultimo anno.
I segretari territoriali Marco Mereu, Marco Angioni e Massimo Palmas hanno definito il piano industriale presentato da Nuova Icom “solido e di prospettiva”.
Le organizzazioni sindacali hanno posto l’accento soprattutto sul previsto assorbimento dell’intera forza lavoro e sull’investimento complessivo programmato. Per i rappresentanti dei lavoratori, il coordinamento tra azienda, Governo, Regione e parti sociali sarà ora fondamentale affinché gli impegni assunti durante il tavolo possano trasformarsi in risultati concreti e verificabili.
“Non soltanto una risposta alla crisi, ma una concreta opportunità di rilancio industriale e occupazionale per il territorio e per l’intera Sardegna” spiegano in una nota.
Dopo mesi di incertezza, il progetto di Nuova Icom apre dunque una prospettiva per il futuro industriale di Macchiareddu e dell’intero territorio cagliaritano. La prossima sfida sarà passare dall’accordo e dagli impegni illustrati al Mimit alla piena attuazione del piano, con l’acquisizione definitiva del sito, il riavvio delle attività e il completamento del percorso occupazionale previsto.
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