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Imprese in Sardegna, largo ai giovani? Macché: quasi 9.500 titolari hanno più di 70 anni

CNA lancia l’allarme sul ricambio generazionale: in dieci anni aumentano gli over 70 mentre crolla la popolazione giovane

Quasi 9.500 imprese individuali sarde hanno alla guida un titolare di almeno 70 anni. È uno dei dati più significativi contenuti nel nuovo dossier elaborato dal Centro Studi CNA Sardegna, che fotografa un tessuto imprenditoriale alle prese con un problema sempre più evidente: il ricambio generazionale.

Nel 2025 sono 9.476 i titolari over 70, pari al 10,1% del totale. Dieci anni prima erano 8.527. In termini assoluti si tratta di 949 imprenditori anziani in più, con una crescita dell’11,1%.

Il dato, preso isolatamente, non colloca la Sardegna ai vertici della graduatoria nazionale per incidenza degli imprenditori più anziani. La situazione diventa però particolarmente delicata se incrociata con l’andamento demografico dell’Isola.

Sardegna prima in Italia per calo dei giovani

È proprio questo il secondo elemento che, secondo il Centro Studi CNA, rende più complesso il futuro delle imprese sarde. Tra il 2015 e il 2026, la popolazione compresa tra i 20 e i 39 anni è passata da 391.340 a 299.428 residenti.

In undici anni la Sardegna ha quindi perso quasi 92mila giovani, pari a una diminuzione del 23,5%. Si tratta del calo più marcato registrato tra le regioni italiane, a fronte di una riduzione nazionale di circa il 10%.

Un doppio fenomeno che rischia di rendere sempre più difficile il passaggio di consegne nelle attività: da una parte aumenta il numero degli imprenditori anziani, dall’altra si restringe il bacino di giovani potenzialmente interessati a raccoglierne l’eredità professionale.

Oristano è la provincia con più titolari over 70

Il fenomeno presenta differenze significative anche all’interno della Sardegna. Oristano registra la percentuale più elevata di titolari di imprese individuali con almeno 70 anni, con l’11,8%, in aumento di 2,7 punti rispetto al 2015.

Segue Nuoro, al 10,9%, con una crescita di 2,5 punti. Sassari si attesta al 9,7%, mentre Cagliari e Sud Sardegna raggiungono entrambe il 9,6%.

Particolarmente significativo il dato relativo a Nuoro se si rapporta il numero degli imprenditori over 70 al totale delle imprese attive: sono 124,9 titolari anziani ogni mille imprese, un valore che colloca la provincia al quinto posto in Italia per questo indicatore.

Il crollo delle imprese guidate dai giovani

Alla contrazione della popolazione giovanile si accompagna anche quella dell’imprenditoria under 35. Tra il 2014 e il 2024, le imprese sarde guidate da giovani sono diminuite da 17.491 a 12.845.

La riduzione è stata del 26,6%, pari a 4.646 attività in meno. Anche in questo caso il dato regionale risulta peggiore rispetto alla media nazionale, che nello stesso periodo ha registrato una contrazione del 24%.

Il quadro che emerge è quindi quello di una Sardegna nella quale diventa progressivamente più difficile garantire la continuità delle attività esistenti. Il problema riguarda soprattutto il mondo delle micro e piccole imprese e dell’artigianato, dove il passaggio generazionale rappresenta spesso un momento decisivo per la sopravvivenza dell’attività.

CNA: “Un incrocio pericoloso”

Il Centro Studi CNA Sardegna evidenzia la necessità di intervenire sul tema del ricambio prima che la situazione produca conseguenze irreversibili sul tessuto economico dell’Isola.

“I dati del nostro Centro Studi – dichiarano Luigi Tomasi e Francesco Porcu, rispettivamente presidente e segretario regionale di CNA Sardegna – descrivono un’Isola che invecchia sul piano imprenditoriale in linea con il resto del Paese, ma che perde i propri giovani a una velocità che non ha eguali in Italia. È un incrocio pericoloso: se mancano i ragazzi e le ragazze che potrebbero subentrare, il rischio non è soltanto la chiusura di singole attività, ma la dispersione di competenze, botteghe e mestieri che da generazioni sostengono l’economia e l’identità dei territori sardi”.

L’associazione considera particolarmente significativo l’intreccio tra il dato di Nuoro, quinta provincia italiana per densità di imprenditori over 70, e quello relativo al calo della popolazione giovane in Sud Sardegna, Oristano e Nuoro.

“Il dato di Nuoro, quinta provincia in Italia per densità di imprenditori over 70, e quello di Sud Sardegna, Oristano e Nuoro tra le prime tre province italiane per calo di popolazione giovanile, ci dicono che il problema del ricambio generazionale in Sardegna non è più rinviabile. Servono strumenti concreti e mirati sul nostro territorio: politiche per la trasmissione d’impresa, accesso più semplice al credito per chi rileva un’attività, formazione e accompagnamento per i giovani che vogliono avvicinarsi all’artigianato e alla piccola impresa”.

Il rischio per il patrimonio produttivo dell’Isola

Per CNA Sardegna, la questione non riguarda soltanto il numero delle imprese che rischiano di scomparire. Dietro ogni attività che non trova un successore ci sono infatti competenze, professionalità, relazioni con i clienti e conoscenze maturate nel corso di decenni.

“Ogni impresa che chiude perché non trova chi la continua non è solo la perdita di un’attività economica, ma la dispersione di un patrimonio costruito in decenni di lavoro” concludono Tomasi e Porcu. “Per la Sardegna, dove l’artigianato pesa più che nella media nazionale, questo significa difendere occupazione, comunità e qualità del lavoro nei nostri territori. Il primato negativo sul calo demografico giovanile deve diventare, per le istituzioni regionali e nazionali, una priorità di intervento immediata”.

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