Il futuro dello stabilimento Sanac di Assemini al centro dell’incontro di questa mattina al Mise non convince i sindacati. Dopo oltre settant’anni di attività legata alla filiera dell’acciaio, per il sito del Cagliaritano si profila infatti un percorso di riconversione industriale.
“Dopo anni di lotte e sacrifici non siamo per nulla soddisfatti della piega che sta prendendo la vertenza Sanac”, hanno dichiarato i segretari territoriali di Filctem, Femca e Uiltec Cagliari, Giampiero Manca, Mattia Carta e Davide Collu, al termine del confronto.
Attività storiche confermate in tre stabilimenti
Nel corso della riunione, l’amministrazione straordinaria di Sanac, insieme all’azienda acquirente Erre Trading, ha illustrato il quadro relativo ai quattro siti produttivi.
Le attività storiche legate alla produzione dovrebbero proseguire negli stabilimenti di Vado Ligure, Gattinara e Massa Carrara, mentre per Assemini si prospetta una diversa destinazione industriale.
Il progetto prevede una riconversione subordinata alle autorizzazioni della Regione Sardegna, con un’attività incentrata sul riciclo di circa 100 mila tonnellate di materiali. Una parte del materiale, pari a circa il 17 per cento, sarebbe invece destinata alla discarica.
I sindacati: “Evitare una nuova deriva industriale”
Una prospettiva che non convince Filctem, Femca e Uiltec, che nel corso della vertenza hanno sempre sostenuto la necessità di mantenere un destino comune per i quattro stabilimenti Sanac.
“Faremo tutto il possibile per evitare una nuova deriva industriale nel nostro territorio”, hanno sottolineato Manca, Carta e Collu, ribadendo la volontà di difendere il futuro del sito di Assemini.
Per le organizzazioni sindacali, il rischio è anche quello di vanificare il percorso compiuto negli ultimi anni dai lavoratori.
Attesa per il piano industriale di Erre Trading
Restano però diversi interrogativi sul progetto prospettato per Assemini. I sindacati chiedono infatti ulteriori chiarimenti sulla destinazione dello stabilimento, sui tempi previsti per la riconversione, sulle autorizzazioni necessarie e sul contenuto complessivo del piano industriale della società acquirente.
Filctem, Femca e Uiltec attendono quindi nuovi elementi per comprendere quale sarà concretamente il futuro del sito e quali garanzie potranno essere assicurate sul piano occupazionale e industriale.
La vertenza resta dunque aperta e, dopo l’incontro al Mise, il futuro della Sanac di Assemini appare ancora legato a un percorso da definire nei suoi aspetti principali.
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