È morto a soli 45 anni Roberto Loddo, giornalista, direttore de Il Manifesto Sardo e attivista da anni impegnato sul fronte dei diritti civili e sociali. Una figura conosciuta in città per la sua presenza costante nelle iniziative dedicate alla solidarietà e ai diritti umani.
Il suo impegno si era sviluppato soprattutto accanto alle persone più fragili. Con l’associazione Asarp, aveva dedicato tempo ed energie alla difesa dei diritti e alla promozione di una società più inclusiva, partecipando alle battaglie per la tutela delle persone con disabilità e per il superamento di stigma e pregiudizi.
Il giornalismo come strumento di impegno
Roberto Loddo aveva fatto del giornalismo anche uno strumento per approfondire e portare nel dibattito pubblico temi spesso relegati ai margini. Come direttore de Il Manifesto Sardo aveva dato spazio alle principali questioni sociali.
Una attività giornalistica strettamente legata al suo impegno civile, con l’attenzione rivolta soprattutto alle realtà più vulnerabili e alle questioni che riguardano i diritti fondamentali delle persone.
Una parte importante del suo percorso professionale e umano era legata alla salute mentale. Loddo aveva lavorato a stretto contatto con persone con disabilità, contribuendo alla divulgazione e alla costruzione di un confronto pubblico su temi ancora segnati da pregiudizi e stereotipi.
In prima linea
Il volto di Roberto Loddo era diventato familiare anche nelle manifestazioni e nelle iniziative pubbliche organizzate a Cagliari e in Sardegna. Dalla pace alla difesa dei diritti umani, la sua presenza era legata a un impegno quotidiano e coerente.
Una partecipazione che aveva attraversato diversi ambiti, mantenendo al centro la tutela delle persone e la volontà di contrastare discriminazioni, esclusione e disuguaglianze.
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