Anche Giuseppe Graviano, tra i principali esponenti di Cosa Nostra e condannato per il suo ruolo nella stagione stragista degli anni Novanta, è stato trasferito dal penitenziario di Terni alla struttura di Uta, nell’area di Cagliari. Lo spostamento rientra nell’Operazione Iride, il dispositivo di sicurezza attraverso il quale, nel corso del fine settimana, 88 detenuti sottoposti al regime previsto dall’articolo 41-bis sono stati trasferiti in Sardegna. Per completare il trasferimento sono stati impiegati aerei, convogli dedicati e un ingente numero di agenti delle forze dell’ordine, in un’operazione caratterizzata da elevate misure di sicurezza.
La nuova sezione del carcere di Uta
Il trasferimento dei detenuti si inserisce nella riorganizzazione del circuito penitenziario ad alta sicurezza. La nuova sezione del carcere di Uta, progettata da tempo e inaugurata recentemente, è stata concepita per accogliere detenuti sottoposti al regime più restrittivo e, secondo l’impostazione del progetto, concentrare esponenti di vertice della criminalità organizzata in una struttura dotata di particolari sistemi di controllo. L’obiettivo è anche limitare le possibilità di comunicazione non autorizzata con l’esterno. Il ministero della Giustizia ha ricondotto l’operazione a un più ampio intervento di riorganizzazione del sistema penitenziario destinato ai detenuti sottoposti a elevati livelli di sicurezza.
Le prossime udienze e le richieste di Graviano
Il trasferimento in Sardegna arriva mentre Graviano ha manifestato l’intenzione di essere ascoltato dalla magistratura di Caltanissetta. È inoltre atteso il suo intervento, il 21 settembre a Firenze, nell’ambito del processo relativo alle dichiarazioni di Baiardo e ai presunti rapporti con Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri. Gli appuntamenti giudiziari potrebbero dunque riportare al centro dell’attenzione la figura di Graviano e alcuni dei capitoli più controversi della storia recente della criminalità organizzata italiana. La Sardegna diventa così uno dei principali poli del sistema penitenziario destinato ai detenuti sottoposti al 41-bis.
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