In Evidenza Sassari, pizzini attribuiti a Bagarella dal 41 bis: il caso alimenta le...

Sassari, pizzini attribuiti a Bagarella dal 41 bis: il caso alimenta le polemiche

Messaggi firmati “Luca” e “Luchino” sarebbero usciti dal carcere di massima sicurezza di Sassari. Fanpage riferisce che sarebbero riconducibili a Leoluca Bagarella

Resta altissima la tensione politica per il caso del trasferimento di detenuti al 41 bis in Sardegna. Nelle ultime ore è finito sotto i riflettori il carcere di massima sicurezza di Sassari per una vicenda che riguarda alcuni presunti pizzini attribuiti a Leoluca Bagarella, storico esponente di Cosa nostra detenuto al regime di 41 bis. Secondo quanto riferito da Fanpage.it, i messaggi, firmati “Luca” o “Luchino”, sarebbero riusciti a uscire dal circuito penitenziario dopo essere passati tra alcuni detenuti dell’istituto sassarese.

I biglietti sarebbero stati consegnati a Fanpage da un ex detenuto del carcere, che avrebbe raccontato di averli ricevuti dal proprio compagno di cella. Quest’ultimo, secondo la ricostruzione riportata dalla testata, avrebbe avuto l’incarico di portare quotidianamente il vitto nella cella di Bagarella.

I messaggi attribuiti al boss

I contenuti dei pizzini, visionati da Fanpage, sarebbero costituiti soprattutto da saluti e frasi dal significato non immediatamente comprensibile. Tra i messaggi attribuiti a Bagarella compare anche una frase relativa a automobili e persone: “Saluti alle Maserati, alle rosse e a tutti i piccolini”.

Nei biglietti, secondo quanto riportato dalla testata, comparirebbero inoltre appelli rivolti al ministero della Salute.

Non è al momento chiarito il significato dei riferimenti contenuti nei messaggi. Allo stesso modo, resta da accertare la loro effettiva provenienza e soprattutto come possano essere usciti dal carcere nonostante le restrizioni previste per i detenuti sottoposti al regime speciale.

Il legale: “Non ne so niente”

Sulla vicenda è intervenuto anche l’avvocato Luca Cianferoni, difensore di Bagarella. Il penalista, nelle dichiarazioni riportate dall’Ansa, ha spiegato: “Non ne so niente, non posso commentare cose che non conosco”.

Il legale ha invece confermato le preoccupazioni sulle condizioni del proprio assistito, affermando che, “per quanto a mia conoscenza Bagarella sta molto male”.

Leoluca Bagarella, 84 anni, è detenuto ininterrottamente dal 24 giugno 1995. Nel corso della sua lunga detenzione è stato condannato a tredici ergastoli.

Il caso riaccende il dibattito sul 41 bis in Sardegna

La vicenda riporta al centro dell’attenzione anche la questione della presenza nelle carceri sarde di un numero significativo di detenuti sottoposti al 41 bis. Negli ultimi mesi il tema è stato più volte al centro del confronto politico, soprattutto dopo il trasferimento nell’Isola di numerosi esponenti della criminalità organizzata.

La presidente della Regione Alessandra Todde aveva già espresso perplessità sulla concentrazione in Sardegna di detenuti sottoposti al regime di carcere duro, sollevando interrogativi sulle conseguenze per il sistema penitenziario e per il territorio.

Sul caso è intervenuto anche il Movimento 5 Stelle Sardegna, che chiede chiarezza sulla vicenda. “Se la ricostruzione trovasse riscontro, sarebbe un fatto gravissimo e renderebbe ancora più preoccupante la scelta del Governo Meloni e del ministro Nordio di concentrare in Sardegna un numero così elevato di boss mafiosi“, sostiene il M5S Sardegna.

Il Movimento ricorda che circa un centinaio di detenuti sottoposti al 41 bis sono già arrivati nell’Isola e che altri trasferimenti sarebbero previsti. Secondo i pentastellati, la concentrazione di esponenti delle organizzazioni mafiose nelle carceri sarde aumenterebbe i rischi per il territorio e per la sicurezza.

Il M5S contesta inoltre l’assenza di un confronto con le istituzioni locali e definisce la scelta del Governo “scellerata, non concordata e non condivisa”, sostenendo che la Sardegna non dovrebbe farsi carico delle conseguenze di una decisione assunta a livello nazionale.

Leggi le altre notizie su www.cagliaripad.it