Allarme Legionella nel reparto di Ematologia dell’ospedale di Sassari. A sollevare la questione è la consigliera regionale di Fratelli d’Italia Francesca Masala, che chiede all’Azienda ospedaliero-universitaria di Sassari di fornire chiarimenti immediati sulla situazione e sulle misure adottate per tutelare i pazienti.
La denuncia, spiega la consigliera, è arrivata da una paziente ricoverata per un ciclo di chemioterapia propedeutico al trapianto. Secondo quanto riferito, nel reparto sarebbe stato vietato utilizzare l’acqua corrente a causa della presenza di Legionella e i pazienti sarebbero stati costretti anche a utilizzare bottiglie d’acqua per lavarsi.
A inizio agosto la positività microbiologica per Legionella era stata rilevata nella struttura nell’ambito dell’ordinario programma di monitoraggio ambientale previsto dal Water Safety Plan e dal Protocollo operativo. Un accertamento non conseguente alla segnalazione di casi clinici né a eventi straordinari, “bensì costituisce il risultato dell’attività di sorveglianza microbiologica programmata” aveva spiegato l’Aou.
“A seguito della ricezione del referto microbiologico sono state immediatamente attivate tutte le procedure previste dal protocollo aziendale con contestuale richiesta dell’attuazione delle misure correttive previste, comprese le operazioni di flussaggio dei terminali idrici (indispensabile infatti evitare i ristagni), le verifiche tecniche e i successivi controlli microbiologici”.
L’intervento di Masala
Masala invita a verificare tutti gli aspetti della vicenda, sottolineando nel caso specifico denunciato dalla paziente la particolare fragilità delle persone ricoverate in Ematologia.
“La segnalazione che arriva dal reparto di Ematologia dell’ospedale di Sassari è di una gravità che non può essere sottovalutata: una paziente ricoverata per un ciclo di chemioterapia propedeutico al trapianto denuncia che sarebbe stato vietato l’utilizzo dell’acqua corrente a causa della presenza di Legionella e che i pazienti sarebbero costretti persino a lavarsi utilizzando bottiglie d’acqua“.
La consigliera precisa quindi che “se confermata nei termini descritti, è una situazione inaccettabile”.
I precedenti sulla rete idrica dell’Aou
Un ulteriore elemento indicato da Masala riguarda il fatto, appunto, che la presenza di Legionella nella rete idrica delle strutture dell’Aou di Sassari sarebbe già emersa nelle scorse settimane.
Da qui la richiesta all’Azienda ospedaliero-universitaria di fornire informazioni precise sulla gestione dell’emergenza e sugli interventi effettuati.
“Per questo chiedo all’Azienda ospedaliero-universitaria di Sassari di chiarire quando sia stata accertata la contaminazione nel reparto di Ematologia, quali interventi di bonifica siano stati effettuati, quali siano gli esiti degli ultimi campionamenti e soprattutto quali misure siano state adottate per garantire la massima sicurezza dei pazienti”.
Chiesto il ripristino dell’acqua nel reparto
Tra le domande rivolte all’Aou c’è anche quella relativa alla durata delle limitazioni. Masala chiede infatti di sapere per quanto tempo sia previsto il divieto di utilizzo dell’acqua e quando potrà essere ripristinata la normale funzionalità del reparto.
“Chi entra in Ematologia per affrontare una chemioterapia e prepararsi a un trapianto deve poterlo fare nelle condizioni di massima sicurezza possibile. Non è accettabile aggiungere alla paura e alla fatica della malattia anche la preoccupazione per un rischio infettivo legato all’ambiente ospedaliero”.
Nel suo intervento, la consigliera regionale distingue inoltre le eventuali responsabilità organizzative dall’attività quotidiana del personale che opera nel reparto.
“Voglio però essere altrettanto chiara su un punto: questa denuncia non deve ricadere sul personale medico, infermieristico e sanitario, che, come riconosciuto dalla stessa paziente, sta facendo tutto il possibile per assistere i ricoverati e limitare i disagi. L’Aou dia risposte immediate. E soprattutto intervenga con la massima urgenza”.
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