Le truffe continuano a rappresentare un fenomeno diffuso non solo nel territorio della provincia di Cagliari, ma in tutta la Sardegna, con particolare attenzione alle persone anziane e più vulnerabili. Il danno, spiegano i Carabinieri, non è soltanto economico: chi subisce un raggiro può trovarsi ad affrontare anche il trauma psicologico legato alla violazione del proprio spazio e, spesso, un ingiustificato senso di colpa per essere caduto nella trappola.
Proprio sulla fragilità fisica ed emotiva delle vittime fanno leva i truffatori, utilizzando modalità sempre diverse per conquistare la loro fiducia e ottenere denaro, beni preziosi o informazioni personali.
Negli ultimi mesi sono state numerose le denunce presentate presso i diversi presidi dell’Arma dei Carabinieri nella provincia di Cagliari. Tra i raggiri più frequenti ci sono quelli commessi online, attraverso messaggi ed email che imitano banche ed enti per sottrarre password e codici OTP, ma anche le false vendite sul web con pagamenti anticipati e prodotti mai consegnati o le promesse di facili guadagni attraverso piattaforme non autorizzate.
Il falso carabiniere e il falso finanziere
Particolarmente insidiosa è anche la truffa del finto appartenente alle Forze dell’ordine, che può essere realizzata sia telefonicamente sia attraverso un contatto diretto con la vittima.
Il meccanismo è ormai noto: il truffatore si presenta come carabiniere, poliziotto, finanziere oppure come avvocato e racconta alla vittima che un familiare è rimasto coinvolto in un incidente o è stato arrestato. A quel punto viene richiesta una somma di denaro per ottenere assistenza sanitaria o legale.
Se la vittima accetta, il malfattore annuncia l’arrivo a domicilio di un presunto assistente o di un appartenente alle Forze dell’ordine in borghese incaricato di ritirare il denaro.
I Carabinieri ricordano però che le Forze dell’ordine non chiedono mai denaro per assistere i cittadini. Per questo è fondamentale non fidarsi delle apparenze, non aprire la porta a sconosciuti e non considerare sufficiente un semplice tesserino di riconoscimento.
Proprio su questo fronte, la scorsa settimana i Carabinieri della Compagnia di Iglesias hanno deferito in stato di libertà due persone ritenute coinvolte in una truffa nella quale si sarebbero finte appartenenti alla Guardia di finanza. L’attività di prevenzione e repressione dell’Arma ha consentito in diverse occasioni di evitare che le vittime cadessero nel tranello e, in alcuni casi, di identificare i responsabili, recuperarne la refurtiva o procedere all’arresto in flagranza.
Falsi tecnici e truffe telefoniche
Un’altra tecnica utilizzata dai truffatori è quella del finto tecnico di una società di servizi. Il malfattore si presenta alla porta fingendosi un addetto dell’acqua, del gas o di un’altra compagnia di fornitura e sostiene che nell’abitazione ci sia un problema urgente.
Sfruttando la paura provocata da una presunta fuga di gas o da un’altra situazione di pericolo, può arrivare a chiedere alla vittima di mettere al sicuro denaro e gioielli. Gli oggetti vengono quindi nascosti, ad esempio, all’interno di un sacchetto nel congelatore, per poi essere sottratti con destrezza.
In questi casi è importante contattare direttamente la società di fornitura per verificare l’identità dell’operatore. Se uno sconosciuto è già entrato in casa, bisogna mantenere la calma, evitare di farsi distrarre e invitarlo con decisione a uscire.
L’Arma ricorda inoltre che le aziende di servizi annunciano normalmente con anticipo eventuali interventi presso le abitazioni e che nessun ente o società invia i propri dipendenti a domicilio per riscuotere pagamenti.
Truffa del call center: occhio al “sì”
Attenzione anche alla cosiddetta truffa del call center. Il falso operatore pone domande apparentemente innocue con l’obiettivo di ottenere un “sì” dalla vittima, che potrebbe poi essere estrapolato e utilizzato come presunto consenso per l’attivazione di un contratto. Per questo è consigliabile non fornire dati personali a interlocutori della cui identità non si è certi e, in caso di attivazioni non richieste, presentare immediatamente un reclamo scritto al fornitore.
Lo specchietto e le truffe in strada
Tra i raggiri più conosciuti c’è anche la truffa dello specchietto. Il malfattore fa credere all’automobilista di aver urtato la sua vettura. Il rumore del colpo può essere provocato artificialmente utilizzando, ad esempio, un sasso o un bastone contro la carrozzeria.
A quel punto il truffatore chiede alla vittima di pagare immediatamente una somma di denaro per evitare il coinvolgimento dell’assicurazione e, in alcuni casi, può assumere atteggiamenti aggressivi.
Il consiglio è di rimanere all’interno dell’auto, chiudere i finestrini e pretendere di chiamare il 112, evitando di consegnare denaro sul posto.
Phishing, smishing e vishing: attenzione ai dati
Il mondo digitale offre nuove possibilità ai truffatori. Nel phishing, la vittima riceve una email apparentemente proveniente da una banca, da un ente o da un’altra organizzazione e viene invitata a cliccare su un link, scaricare un’applicazione o fornire dati personali.
Anche un messaggio che comunica una presunta vincita o un premio può nascondere un tentativo di sottrarre credenziali e informazioni bancarie.
È quindi importante non aprire email provenienti da mittenti sconosciuti, controllare con attenzione l’indirizzo completo del mittente e diffidare di errori ortografici o comunicazioni anomale. Non bisogna inoltre cliccare sui link presenti nei messaggi sospetti né fornire password, codici di sicurezza o dati delle carte di pagamento.
Se i dati sono già stati comunicati, occorre modificare immediatamente le password, attivare l’autenticazione a due fattori e contattare la banca nel caso siano state condivise informazioni relative ai sistemi di pagamento.
Lo stesso principio vale per lo smishing, cioè le truffe realizzate attraverso SMS. Il messaggio può contenere un link che conduce a un sito malevolo oppure può arrivare da un numero sconosciuto con il truffatore che si finge un figlio o un familiare e sostiene di avere cambiato telefono.
C’è infine il vishing, la truffa telefonica attraverso la quale il malfattore si spaccia per un rappresentante di un’azienda e cerca di ottenere dati personali, informazioni finanziarie o direttamente un trasferimento di denaro.
Le truffe nella compravendita online
Un’ultima raccomandazione riguarda gli acquisti sul web. Gli annunci con prezzi particolarmente vantaggiosi possono nascondere tentativi di truffa: il venditore chiede una caparra o il pagamento anticipato e, una volta ricevuto il denaro, scompare senza spedire il prodotto.
Per ridurre i rischi è opportuno verificare concretamente la disponibilità dell’oggetto, chiedendo anche fotografie di dettaglio, conservare ricevute e screenshot delle conversazioni e soprattutto utilizzare metodi di pagamento tracciabili.
Il messaggio dei Carabinieri è quindi quello di non sottovalutare mai una richiesta insolita e di non lasciarsi guidare dalla fretta o dalla paura. In caso di dubbio, è sempre preferibile interrompere la conversazione, non consegnare denaro o dati personali e rivolgersi alle Forze dell’ordine.
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