La Polizia di Stato di Oristano ha eseguito una misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un uomo gravemente indiziato di violenza sessuale. Il provvedimento è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Oristano su richiesta della Procura della Repubblica, al termine degli accertamenti condotti dalla Squadra Mobile. L’indagine ha preso avvio dalla denuncia presentata da una donna che avrebbe riferito di essere stata vittima di abusi. Secondo la ricostruzione investigativa, la donna, che in quel periodo era alla ricerca di un lavoro e stava attraversando una fase personale difficile, sarebbe entrata in contatto con l’uomo attraverso una conoscente. Il quasi cinquantenne le avrebbe prospettato una possibile opportunità professionale e, dopo aver costruito un rapporto di fiducia, avrebbe sostenuto di possedere particolari capacità di guaritore.
Il presunto trattamento e le accuse
Sempre secondo quanto ricostruito dagli investigatori e riportato nel provvedimento cautelare, l’uomo avrebbe successivamente proposto alla donna un presunto trattamento per eliminare alcuni nei presenti sul corpo. L’incontro sarebbe avvenuto in un locale nella disponibilità dell’indagato. In quella circostanza, secondo l’ipotesi accusatoria, il trattamento avrebbe assunto progressivamente una natura sessuale, con ripetuti contatti nelle parti intime e altre condotte che la donna avrebbe subito trovandosi in una condizione di particolare disagio e soggezione. Dopo aver lasciato il luogo, profondamente turbata, la donna avrebbe raccontato l’accaduto ad alcune persone di sua fiducia. Nei giorni successivi si sarebbe quindi rivolta alla II Sezione della Squadra Mobile di Oristano, formalizzando la denuncia. Gli investigatori hanno successivamente raccolto ulteriori elementi attraverso l’analisi delle conversazioni tra la donna e l’indagato e ascoltando persone informate sui fatti.
Gli accertamenti proseguono
Gli elementi acquisiti durante le indagini avrebbero fornito riscontri alle dichiarazioni della persona offesa, consentendo agli investigatori di ricostruire le diverse fasi della vicenda: dai primi contatti legati alla prospettata offerta di lavoro fino alle indicazioni relative al trattamento e alle comunicazioni successive all’incontro. Anche le persone alle quali la donna aveva confidato quanto accaduto avrebbero fornito elementi sul suo stato di turbamento. Il gip, valutando il quadro indiziario presentato dalla Procura, ha ritenuto sussistenti esigenze cautelari legate al rischio di reiterazione e di inquinamento probatorio, disponendo gli arresti domiciliari. L’indagine non è conclusa: gli investigatori stanno effettuando ulteriori verifiche per accertare se altre donne possano essere state coinvolte in analoghi presunti trattamenti da parte dell’uomo. L’accusa dovrà ora essere verificata nel corso del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.
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