Il caso del centro di accoglienza per minori stranieri di Cabras alimenta lo scontro politico in Sardegna. Un’escalation di episodi di microcriminalità hanno alimentato la paura tra i cittadini e per questo motivo il sindaco Andrea Abis si è mosso per chiedere la chiusura del Centro di accoglienza per minori.
Il deputato leghista Dario Giagoni ha annunciato di aver portato la situazione all’attenzione del Ministero dell’Interno, ma in Sardegna nel frattempo esplode il confronto politico.
Da una parte il coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle, Alessandro Solinas, accusa il Governo di non riuscire a gestire gli sbarchi e le conseguenze dell’accoglienza sul territorio. Dall’altra, il presidente del Coordinamento provinciale di Oristano di Fratelli d’Italia, Salvatore Ledda, contesta al M5S di essere intervenuto soltanto dopo l’esplosione della vicenda.
Al centro ci sono le condizioni della struttura di Cabras, dopo le segnalazioni del sindaco relative a furti, danneggiamenti, molestie e aggressioni.
Solinas: “Il Governo Meloni ha abbandonato la Sardegna”
Alessandro Solinas attribuisce la responsabilità della situazione all’esecutivo nazionale. “Il Governo Meloni ha abbandonato la Sardegna al suo destino anche sul fronte dell’immigrazione. Non riesce a controllare gli sbarchi e non riesce a gestire ciò che accade dopo. Le persone arrivano, vengono concentrate in strutture inadeguate e poi lo Stato lascia soli Regione, Comuni, operatori, forze dell’ordine e cittadini. La Sardegna è isolata anche su questo”, afferma il coordinatore regionale del M5s.
Solinas cita quindi direttamente il caso di Cabras, sostenendo che le criticità emerse rappresentino, a suo giudizio, il segnale di un sistema di accoglienza che presenta difficoltà nella gestione.
“Cabras è l’ennesima dimostrazione di un sistema che non funziona. Se una struttura destinata ad accogliere e tutelare minori arriva al punto da creare problemi di sicurezza per un’intera comunità, significa che lo Stato non sta garantendo né i cittadini né gli stessi ragazzi ospitati nel centro. Non possono essere i sindaci e i territori a pagare il prezzo dell’assenza del Governo”.
Il coordinatore regionale del M5S riferisce inoltre di aver coinvolto i parlamentari del Movimento sulla questione: “Su questo abbiamo già interessato anche i nostri parlamentari. Il problema deve arrivare immediatamente a Roma, perché è lì che devono essere date le risposte”.
Nel suo intervento Solinas richiama anche la situazione del centro di Monastir, già oggetto di iniziative del Movimento 5 Stelle. Il coordinatore regionale afferma di aver effettuato il primo settembre, insieme al consigliere Gianluca Mandas, un sopralluogo nella struttura. Secondo quanto riferito, durante la visita erano presenti circa 800 persone, a fronte di una capienza originaria indicata in circa 300 posti.
“Su Monastir ci siamo mossi andando sul posto e verificando direttamente in che condizione verte la struttura. Dopo quattro anni di Governo Meloni non ci sono più alibi: Piantedosi deve intervenire perché non possiamo più essere il posto in cui il Governo scarica i problemi che non riesce a risolvere”, conclude Solinas.
La replica di Ledda: “Il M5s arriva quando c’è da fare propaganda”
Alle accuse del Movimento 5 Stelle replica Salvatore Ledda, presidente del Coordinamento provinciale di Oristano di Fratelli d’Italia, che contesta soprattutto i tempi dell’intervento politico.
“Finalmente anche il Movimento 5 Stelle scopre che sull’immigrazione non basta parlare di accoglienza. Bisogna governare gli ingressi, garantire la sicurezza, tutelare le comunità e impedire che i problemi vengano scaricati sui territori”, afferma Ledda.
Secondo Ledda, le problematiche relative alla struttura di Cabras erano note da settimane agli amministratori e alle forze dell’ordine. Da qui la critica al M5S, accusato di intervenire politicamente soltanto dopo che la vicenda è diventata pubblica.
“Adesso che il caso è esploso, il Movimento 5 Stelle arriva, indica il Governo Meloni come responsabile di tutto e prova a trasformare Cabras nell’ennesimo palcoscenico politico. Troppo facile”.
Ledda precisa comunque che, a suo giudizio, le criticità della struttura devono essere affrontate. “Nessuno vuole minimizzare quello che sta accadendo. Se una struttura destinata ad accogliere minori non riesce più a garantire insieme la loro tutela e la sicurezza della comunità che la ospita, bisogna intervenire. E le istituzioni competenti stanno intervenendo“.
E conclude: “Perché stare accanto a un territorio quando c’è da risolvere un problema è politica. Arrivarci quando c’è da sfruttare un problema è propaganda”.
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