Dietro l’espressione sarda “su bugginu”, oggi utilizzata in diverse formule di maledizione come “Ancu ti currat su bugginu!” (“che ti insegua il bugginu”), potrebbe esserci un personaggio realmente esistito: Giovanni Battista Lorenzo Bogino, ministro sabaudo per gli affari della Sardegna dal 1759. Il suo nome è tradizionalmente indicato come l’origine di bugginu, termine che nella lingua popolare è arrivato a significare “boia”, “carnefice” e, per estensione, una figura persecutoria o diabolica. Il passaggio sarebbe dunque quello, suggestivo, da Bogino a Buginu/Bugginu, fino alla trasformazione del cognome in un nome comune.
Il Bogino della storia
La figura storica, tuttavia, è più complessa di quella tramandata dalla tradizione popolare. Bogino fu uno dei principali artefici della politica sabauda in Sardegna nel Settecento e promosse numerose riforme nell’amministrazione, nell’istruzione, nell’economia e nella giustizia. Allo stesso tempo adottò una linea particolarmente energica nella repressione del banditismo e nel rafforzamento del controllo dello Stato sull’isola. Per una parte della popolazione, dunque, il suo nome finì per essere associato alla nuova e severa presenza del potere sabaudo: non più soltanto il ministro di Torino, ma l’uomo della giustizia, delle pene e della repressione.
Quando il nome diventa una maledizione
È probabilmente in questo terreno che nasce la trasformazione linguistica. Nella memoria orale, Bogino diventa “su bugginu”, cioè il boia, colui che insegue, cattura e punisce. Con il passare delle generazioni il riferimento personale a Bogino si perde, mentre sopravvive la parola: su bugginu non indica più necessariamente il ministro storico, ma una figura minacciosa, il carnefice, il persecutore. È un esempio affascinante di come la lingua possa conservare la memoria di un avvenimento anche quando la memoria cosciente dell’avvenimento stesso è ormai scomparsa.
Un’etimologia affascinante, ma non certa
La derivazione da Bogino è però una teoria, non una certezza definitivamente dimostrata. Alcuni studi e repertori linguistici hanno proposto infatti origini differenti, mettendo in relazione bugginu con altre forme romanze e con termini legati al verbo “uccidere” o alla figura del boia. Per questo, più che affermare che “bugginu deriva certamente da Bogino”, è più corretto dire che la tradizione linguistica e storiografica sarda ha individuato nel ministro sabaudo una possibile origine del termine. La forza della spiegazione sta soprattutto nella coincidenza storica: un uomo associato alla repressione e al rafforzamento del potere sabaudo che, secondo questa interpretazione, finisce per dare il proprio nome proprio al carnefice.
Un piccolo fossile della storia sarda
Ed è proprio questo a rendere “su bugginu” qualcosa di più di una semplice espressione popolare. In una sola parola potrebbero essersi sedimentati secoli di storia: il passaggio della Sardegna sotto i Savoia, il rafforzamento dell’autorità di Torino, la lotta al banditismo e il conflitto tra il nuovo potere centrale e una società ancora profondamente legata alle proprie consuetudini. Bogino morì nel 1784, ma il suo nome, se davvero è all’origine di su bugginu, avrebbe continuato a vivere nella lingua molto più a lungo della persona. La storia è scomparsa, ma la parola è rimasta.
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