L’attuale società è nata nel 1999, ma la storia è ancora più lunga e legatissima alla tradizione sportiva di Cagliari. Il Club San Paolo anche quest’anno è ripartito con la sua scuola calcio e con una prima squadra che, tornata in Seconda categoria dopo una breve assenza, punta a dar filo da torcere alle avversarie.
I biancoverdi hanno cresciuto generazioni di atleti cagliaritani, mantenendo sempre la stessa filosofia racchiusa nel motto di quest’anno adottato dal settore giovanile: “Prima il sorriso, poi tutto il resto”.
A raccontarci obiettivi e progetti per la nuova stagione è mister Roberto Cuccu, impegnato anche quest’anno alla guida della prima squadra, con un occhio sempre alla crescita della scuola calcio, vero cuore del Club. Domenica 27 settembre alle 16 si parte con la Seconda categoria: sfida contro la Castiadese.
Mister Cuccu, inizia una nuova stagione e si riparte dalla Seconda categoria: qual è l’obiettivo?
Sicuramente l’obiettivo è mantenere la categoria. Siamo stati ripescati per meriti sportivi, essendo un club storico. Abbiamo scelto di mantenere una grossa parte del blocco dell’anno scorso, fatto di tanti ragazzi giovani, una sorta di Under 21. In più quest’anno abbiamo riacquisito dei giocatori che erano con noi alcuni anni fa, dunque ci siamo rinforzati. Ma pensiamo solo alla salvezza, ci sono squadre molto attrezzate nel nostro campionato, infatti siamo stati inseriti in un girone che definirei molto tecnico.
Quanto è difficile per una società dilettantistica come la vostra allestire una rosa competitiva?
Anche nel calcio dilettantistico ci sono società che investono molto più di altre. Noi però abbiamo scelto sempre di puntare su giocatori cresciuti da noi, o al massimo provenienti da Cagliari e hinterland. Non abbiamo mai creduto nell’andare a prendere giocatori da fuori o rischiare di fare il passo più lungo della gamba a livello economico. Secondo noi non ha senso. Nel nostro piccolo ci piacerebbe un giorno salire di categoria, ma non ci interessa farlo spendendo in maniera esagerata. La nostra scuola calcio l’anno scorso contava oltre 250 ragazzi, questo è il cuore di quello che facciamo. Alcuni poi ci lasciano per club con prima squadra più in alto, o che magari promettono provini importanti. A volte dispiace, ma spesso il calcio illude.
Quali sono i punti di forza della sua squadra che affronterà la Seconda categoria?
Sicuramente un grande ambiente. I ragazzi sono legati, è un piacere vederli allenare proprio perché stanno bene insieme, rispettano quello che gli viene chiesto. Si divertono, socializzano, l’allenamento lo svolgono volentieri. Questo è sicuramente il punto di forza. Poi in campo è ancora tutto da vedere. Per come li vedo io, la squadra è competitiva per la salvezza.
Chi la affiancherà in questo campionato?
Il mio vice è Claudio Cabua, che lavora con me anche con la scuola calcio. Poi c’è Gianni Fancelli, dirigente che ci sta sempre vicino, mentre Cristiano Soddu è un po’ il nostro team manager, sa parlare con i ragazzi e aiuta molto lo spogliatoio. Mi piace confrontarmi con loro, danno spunti preziosi e mi danno una grossa mano.
Che campionato si aspetta?
Abbiamo un girone con diverse squadre attrezzate per fare il salto di qualità, alcune che sulla carta sembrerebbero molto più attrezzate delle altre. Il Settimo ad esempio ha sfiorato la promozione lo scorso anno, ma mi aspetto un campionato importante anche dal Pula. A questi livelli però non è facile fare pronostici, ci sono squadre che partono favorite poi soffrono e altre che invece sorprendono. Noi puntiamo alla salvezza, speriamo senza troppi patemi.
Leggi le altre notizie su www.cagliaripad.it






