Francesco Scano, l’ex giudice del Tar Sardegna appena nominato neo segretario generale della Regione dovrà svolgere il nuovo incarico senza alcuna retribuzione. Il magistrato è stato infatti collocato a riposo per dimissioni a decorrere dallo scorso 16 ottobre, esattamente due giorni prima che il presidente Solinas lo mettesse a capo dell’apparato burocratico regionale. Il verbale del collocamento a riposo è riportato nero su bianco sul sito del Consiglio di presidenza: “abbiamo accolto il collocamento a riposo di Scano per dimissioni a decorrere dal 16 ottobre anziché dal primo gennaio 2022”. Ciò vuol dire che quando è stata firmata la nomina il giudice era già in pensione. Ergo: nonostante il decreto di nomina demanda ad un successivo provvedimento il trattamento economico, il segretario generale dovrà svolgere il nuovo incarico gratis et amore Dei.

“Sul decreto di nomina del segretario generale della Regione serve la massima trasparenza”. sottolineano i Progressisti in un’interrogazione, primo firmatario Francesco Agus, depositata in Consiglio regionale. “È interesse di tutti fare in modo che attorno alle procedure che hanno portato alla nomina e alla stipula del contratto della figura apicale della burocrazia regionale non ci sia il minimo dubbio. Al contrario, il rischio sarebbe quello di andare incontro a una serie di ricorsi, o peggio, su qualunque atto sottoscritto: fatto che rallenterebbe ulteriormente il funzionamento della macchina amministrativa”.

“Al momento della firma del presidente della Regione sulla nomina, il neo incaricato risultava già in pensione e dovrebbe quindi svolgere il ruolo a titolo gratuito”, si legge nell’interrogazione. “In caso contrario, la scelta sarebbe in contrasto con la legge regionale e le normative nazionali in materia di accesso alla dirigenza nella pubblica amministrazione e del trattamento del personale in quiescenza. Eppure nel decreto di nomina è sottolineato come il trattamento economico del nuovo segretario generale sarà stabilito con successivo provvedimento. Ancora: il contratto, secondo quanto emerge dopo l’accesso agli atti che abbiamo presentato nei giorni scorsi, sarebbe vigente per un anno dal momento della sua stipula, anche se saranno necessari ulteriori atti della direzione generale della presidenza della Regione per renderlo efficace. Non è un passaggio di poco conto, perché per la nomina dei nove direttori generali ora vacanti è indispensabile la firma del nuovo segretario. Il rischio, come successo in questi mesi, è quello di avere scoperti ruoli fondamentali per il funzionamento della macchina amministrativa. Anche sulla durata del contratto le ambiguità sono lampanti: mentre nel decreto firmato dal presidente si parlava di incarico sino alla fine della legislatura, il documento consegnato al nuovo segretario generale ha la durata di un anno. I casi sono due: o c’è qualche problema rilevato dagli uffici del Personale, oppure il presidente pensa già di finire in anticipo la legislatura”.

«In ogni caso continuiamo a ritenere la legge regionale 10/2021, fortemente voluta dal presidente della Regione per accontentare le diverse anime della sua maggioranza con centinaia di nomine, un poltronificio senza precedenti – concludono i Progressisti -: non vorremmo però che la poca chiarezza attorno a quella che dovrebbe diventare la figura apicale della macchina burocratica regionale possa creare ulteriori danni alle imprese, ai lavoratori, alle cittadine e ai cittadini che aspettano invece risposte concrete e rapide».

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