Si è chiusa a Cagliari, negli spazi dell’hub dell’innovazione della Manifattura Tabacchi, la due giorni di Riabitare la Sardegna. Un evento dedicato all’incontro tra le Comunità locali – comuni, organizzazioni terzo settore, imprese, cittadini – la comunità degli investitori e la comunità degli innovatori per definire aree e contenuti progettuali adeguati ai temi dello sviluppo delle aree rurali e periferiche dell’Isola anche in riferimento alle opportunità del PNRR. “La manifestazione è andata oltre ogni aspettativa: ci sono stati interventi di grandissimo livello e i tavoli tematici hanno delineato una strada. Gli esercizi di futuro, come ci piace chiamarli, forniscono nuovi strumenti che hanno nel rilancio delle zone dell’interno la loro missione”, sostiene Sandro Murtas dell’associazione Badde Salighes – Borgo autentico di Sardegna. Esercizi di Futuro è infatti il nome del corso che sabato sera è stato tenuto da docenti esperti di “future studies”: si è letto il presente in ragione delle scelte passate e si è guardato al futuro. A partecipare, 25 persone tra cui amministratori, cittadini, studenti e professionisti vari.

“Riabitare la Sardegna intende generare una piattaforma – dice ancora Murtas – un luogo fisico e un corrispondente digitale che possa ispirare e tratteggiare una nuova idea di sviluppo della Sardegna, fondata sulla sostenibilità, costruendo una rappresentazione del futuro della regione riassunta nello slogan: Riabitare”. Ciò che è stato fatto è generare una nuova possibilità, capire cosa, e in che modo, si può fare per far rivivere quei luoghi della Sardegna dimenticati da concreti e innovativi programmi di sviluppo, che da troppo tempo chiedono progettazione, visione, idee che offrano la prospettiva di almeno un decennio.

“Riabitare la Sardegna – spiega Murtas – è un’occasione che si ripeterà ogni anno, affiancata da incontri di confronto e di programmazione. Prossimo appuntamento, l’11 febbraio del 2022, per un meeting dal titolo ‘Finanza e finanza d’impatto per i progetti di sviluppo locale’”.

“La cultura può diventare la chiave per il rilancio delle comunità e della presa di consapevolezza dei territori” dice Flavia Barca, già assessore alla Cultura del Comune di Roma, e aggiunge: “Ciò che occorre fare è costruire visioni e progettazioni, coinvolgendo amministrazioni locali e nazionali”. Filippo Barbera, Professore Ordinario di Sociologia Economica presso il Dipartimento CPS dell’Università di Torino, dove insegna Teoria sociale applicata, parla di ‘diritti di cittadinanza’. “Il futuro delle società si costruisce non solo, o non tanto, in base a valori comuni, quanto a partire dalla presenza di spazi condivisi, contesti in cui le persone interagiscono in modi che hanno conseguenze dirimenti per la qualità della società”. Roberto Poli, dirigente d’azienda e accademico, sottolinea come “i cambiamenti sono sempre più veloci, occorre sviluppare nuove competenze e strategie più efficaci”.

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