Il taglio degli alberi di via del Cammino Nuovo finisce sotto le lenti della magistratura. L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) ha infatti annunciato di aver inviato lo scorso 22 aprile alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari, al Ministero della Cultura, alla Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Cagliari, ai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale quanto emerso dalla istanza di accesso civico e informazioni ambientali (10 marzo 2022) in merito ai tagli di quattro esemplari ad alto fusto di Ailanto (Ailantus altissima), in assenza di autorizzazioni paesaggistiche e culturali, nonché in assenza di ordinanza contingibile e urgente per la tutela della pubblica incolumità.

“Come si ricorderà, nello scorso mese di marzo 2022 – si legge sul sito del Grig – c’è stato il taglio di alcuni alberi ad alto fusto in Via del Cammino Nuovo, sotto il Bastione di Santa Croce del Castello di Cagliari. Nessun cartello “inizio lavori”, nessuna specifica ordinanza contingente e indifferibile per ragioni di incolumità pubblica sul sito web istituzionale del Comune di Cagliari. Insomma, nessuna spiegazione, solo il rumore delle motoseghe”.

Secondo gli ambientalisti si è riprodotta, in buona sostanza, una situazione analoga a quella determinata nel settembre 2020 con l’abbattimento di diversi Pini d’Aleppo sul Viale Buoncammino, che anche in quel caso aveva visto “l’apertura di un procedimento penale e le indagini dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale”.

“Di sicuro l’alberata di Via del Cammino Nuovo, già esistente almeno dai primi del ‘900, ora non esiste più – scrivono gli ecologisti – mentre esiste ed impera il gas di scarico delle auto lì in cerca di parcheggio. Questo sì infestante, non il povero Ailanto, utilizzato spesso nelle città per il consolidamento dei terreni instabili e per combattere inquinamento e polveri sottili. Segno dei tempi per una città candidata a capitale europea del verde. Purtroppo, la politica del verde pubblico a Cagliari, nonostante roboanti annunci nel corso degli anni, non ha mai brillato per efficacia e semplice buon senso.

Alberi tagliati e mai sostituiti in numerose zone della cittàpotature/capitozzature che sembrano uscite da incubimalsani progetti di sostituzione di rigogliosi alberi secolari con insignificanti alberelli orientaleggianti, roba così. Ed è meglio non parlare delle aree naturalisticamente più importanti affidate alla gestione comunale, come i siti di importanza comunitaria (“Torre del Poetto” e “Monte S. Elia, Cala Mosca, Cala Fighera”) presenti sulla Sella del Diavolo, progressivamente illecitamente degradati da sempre nuovi percorsi per mountain bike che scorrazzano in lungo e in largo senza che l’Amministrazione comunale – pur sistematicamente sollecitata – muova una paglia. Ciò nonostante l’Amministrazione comunale Truzzu, con indubitabile coraggio spregio delle intelligenze, ha candidato Cagliari a Capitale Verde Europea 2024.  Evviva…Cagliari ha bisogno di alberi, di verde pubblico, non di motoseghe”.

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