Un grave incidente diplomatico e militare ha interessato nelle scorse ore il contingente italiano della missione Unifil nel sud del Libano, guidato dalla Brigata Sassari. Un convoglio logistico, composto da diversi mezzi partiti dalla base di Shama e diretti verso Beirut, è stato bersagliato da colpi di avvertimento esplosi dalle forze di difesa israeliane (Idf). L’attacco è avvenuto a soli due chilometri dalla partenza, colpendo in modo mirato un veicolo blindato Lince.
I proiettili hanno centrato gli pneumatici e il paraurti del mezzo, una manovra deliberata per bloccare l’avanzata della colonna ONU. L’episodio ha costretto i militari italiani, inquadrati nella Brigata Sassari, a interrompere la missione e fare immediato rientro alla base. Nonostante i danni materiali al veicolo, non si registrano feriti tra il personale, ma l’evento ha innescato una crisi diplomatica ai massimi livelli tra Roma e Tel Aviv.
La reazione del governo italiano è stata immediata e dai toni estremamente duri. La premier Giorgia Meloni ha espresso una condanna senza appello, definendo “del tutto inaccettabile che il personale” impiegato “sotto la bandiera dell’Onu sia messo a rischio con azioni irresponsabili”. La Presidenza del Consiglio ha sottolineato come l’azione israeliana rappresenti una “palese violazione della risoluzione 1701 delle Nazioni Unite”, che garantisce l’immunità e la libertà di movimento dei caschi blu. Meloni ha concluso con un perentorio: “Israele dovrà chiarire”.
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