“Da tempo va avanti il progetto di privatizzazione dei pronto soccorso, operazione che ha già interessato l’ospedale Delogu di Ghilarza e poi quello del San Martino a Oristano. Ora si vorrebbe privatizzare anche il pronto soccorso di Nuoro, facendo leva sulle prossime difficoltà che si presenteranno con l’entrata in ferie di buona parte del personale”. La denuncia arriva dal partito indipendentista della Sardegna, Liberu.

Liberu lamenta sui social che l’obiettivo sia quello “di un progressivo smantellamento del servizio pubblico a cui segue l’affidamento ai privati. Un progetto che non è certo un mistero, se è vero come è vero che lo stesso Sergio Pili, direttore sanitario dell’ospedale di Sanluri, ad interim del San Martino e direttore del Dipartimento ospedaliero dell’Ats, nei giorni scorsi ha dichiarato: ‘L’esternalizzazione, originariamente pensata per gli ospedali periferici, potrebbe essere una strada percorribile per strutture come il San Martino di Oristano e il San Francesco di Nuoro'”.

“Negli anni scorsi – prosegue la nota di Liberu – decine di migliaia di cittadini hanno lottato contro lo smantellamento della sanità pubblica delle zone interne, denunciando che l’obiettivo fosse appunto quello di agevolare la privatizzazione. Oggi si dichiara senza pudore che l’esternalizzazione” (che altro non è che la privatizzazione) era ‘originariamente pensata per gli ospedali periferici’. Come volevasi dimostrare. Un progetto criminale, costruito sulla pelle dei cittadini, specialmente a scapito delle zone meno ricche e dei cittadini meno abbienti. Il fine è quello che oramai è diventato un progetto comune della politica di centrodestra e centrosinistra italiana: socializzare le spese e privatizzare i profitti”.

“Noi ci siamo opposti – spiega – ci opponiamo e ci opporremo sempre a questo tipo di impostazione, che vede la società come una grande cassaforte da svuotare per riempire le tasche dei privati, con ovvi benefici anche per i traghettatori politici, i compari e gli amici degli amici. Chi non sa fare il suo lavoro deve dimettersi, non regalare ai privati il patrimonio pubblico dei cittadini”.

Da qui la proposta di una mobilitazione che coinvolga tutto il popolo della Sardegna “per difendere strenuamente la sanità pubblica e le strutture che con grandi sacrifici noi tutti abbiamo costruito e invitiamo tutti ad opporsi ad ogni progetto di privatizzazione. Mobilitiamoci per difendere il diritto dei Sardi ad avere una sanità pubblica, gratuita e per tutti. Appuntamento per
martedì 8 giugno, alle ore 10 nel Largo Escrivà (entrata del pronto soccorso del San Francesco di Nuoro)”, conclude la nota di Liberu.