Natale coronavirus
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La versione delle linee guida “non serve adeguatamente questo scopo, richiede chiaramente più lavoro”. Con un laconico tweet della Commissaria europea all’Uguaglianza Helena Dalli, la Commissione Ue fa marcia indietro sulle prescrizioni in merito al linguaggio inclusivo che, di fatto, escludevano i riferimenti alla tradizione cristiana dell’Europa: dal Natale ai nomi di Maria e Giuseppe. “Non è un documento maturo e non soddisfa tutti gli standard di qualità della Commissione”, ha scritto diplomaticamente questo pomeriggio la commissaria, dopo la pioggia di critiche arrivate al documento che anche in Sardegna non ha mancato di suscitare indignazione e perplessità.

“Non si può essere accoglienti verso gli altri diventando intolleranti verso la propria storia – commenta l’arcivescovo di Cagliari Monsignor Giuseppe Baturi – e non si può includere qualcuno escludendo la radice fondamentale della storia europea”.

Il Natale, così come i nomi propri con significati religiosi come Maria e Giuseppe – evidenzia il presule – “sono elementi consueti della nostra esperienza umana e affondano le radici in rami a cui si deve l’identità stessa dell’Europa che è quella cristiana. Una radice fondamentale che ha consentito espressioni di amore e di arte e ha permesso forme di amicizia e di incontro tra popoli diversi. Perché avere timore di un Dio che per amor nostro diventa nostro amico e compagno – conclude monsignor Baturi? – Possiamo e dobbiamo incontrare ogni uomo e accoglierlo nell’amicizia, accompagnandolo nel cammino della vita senza per questo essere discriminati in ragione della fede cristiana”.

“Anche quest’anno è stata servita la polemica prima del Natale”, sdrammatizza Andrea Pala, presidente regionale dell’Unione Cattolica Stampa Italiana. “L’uso dei termini Buon Natale e di riferimenti cristiani è parte del patrimonio europeo – sottolinea -, ma pare che a Bruxelles questo non sia stato ancora recepito. Bisogna fare ancora un percorso insieme per far capire che non si tratta soltanto di simboli cristiani, ma di simboli condivisi che fanno parte del tessuto culturale europeo. I burocrati europei questo se lo dimenticano molto facilmente”.

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