Closeup of unrecognizable caucasian barista making couple of espressos. He's placing cups under portafilter and pressing start button with his other hand. It's state of the art stainless steel espresso machine. Side view.

Nell’isola un’economia dei pubblici esercizi che sfiora i 2 miliardi di euro e crea circa 22mila posti di lavoro. La Sardegna è la seconda regione d’Italia numero di pubblici esercizi in base alla densità della popolazione (7,03 ogni 1000 abitanti), prima c’è solo la Liguria. Il 50,5% delle imprese sono a carattere individuale e il 25,3% società di persone. Alla fine del 2020 si è registrato un saldo negativo di 412 aziende e si attende ancora il dato del 2021.

Sono alcuni dei dati emersi nel convegno “Quale è il futuro del turismo in Sardegna?”, primo congresso regionale della Fipe Confcommercio. Tra i partecipanti anche gli assessori regionali Gianni Chessa (Turismo) e Alessandra Zedda (Lavoro), e il direttore nazionale della Fipe Roberto Calugi. Un’occasione per guardare al di là della pandemia e capite quali possono essere le prospettive del settore turismo per l’estate 2022. “Bisogna crederci – sostiene Calugo – veniamo da due anni con 56 miliardi di consumi persi e 45mila imprese chiuse. Ma siamo fiduciosi per la primavera e per l’estate. Ora si tratta di sopravvivere: servono cig, sostegni, incentivi per attività all’ aperto, moratorie”. In Sardegna, però, c’è un problema in più, ha sottolineato: i trasporti.

“Sono stati due anni difficile – spiega il coordinatore regionale della Fipe Emanuele Frongia – ci troviamo ad affrontare un inizio 2022 che ci porta nel nuovo anno con un novembre e dicembre disastroso. A queste difficoltà si aggiungono i costi delle materie prime che aumentano almeno del 10% e quelli delle utenze che toccano picchi del 60%. Il 90% di noi si è indebitato, ciò che ci ha dato lo stato rappresenta il 10% delle nostre perdite”. Molte aziende – spiega Frongia- non hanno ancora visto accreditarsi quanto previsto nel fondo Resisto e Destinazione Lavoro. “Non possiamo affrontare -continua – una stagione estiva in queste condizioni”.

Servono investimenti sulla formazione. “Ci sentiamo soli – dice Alberto Melis, imprenditore componente del direttivo Fipe – perché siamo aperti, ma in questa situazione si registra un forte calo di clienti. E siccome siamo aperti, avremo meno aiuti”. Prime risposte dalla politica: “Bisogna fare sistema – osserva Chessa – e anche la Regione sta facendo la sua parte: 45 milioni per gli artigiani. E 30 milioni dalla Finanziaria: ma questo è solo un punto di partenza”. L’assessora Zedda ha annunciato la proroga di Destinazione lavoro al 2022 e gli investimenti proprio su formazione con focus su innovazione tecnologia.

Leggi le altre notizie su www.cagliaripad.it