Dalle pagine del portale www.tiscali.it, Stefano Deliperi del Gruppo d’Intervento Giuridico lancia l’allarme: “Troppi i progetti di centrali eoliche e fotovoltaiche, a terra e a mare, sviluppati senza alcuna logica, se non quella del profitto privato”.

Deliperi lancia l’allarme: “La Sardegna sta diventando una piattaforma assoggettata a servitù energetica. […] Oltre il 38 per cento dell’energia oggi prodotta non serve all’Isola e viene esportata verso la Penisola grazie alle connessioni oggi esistenti ovvero viene disperso in quanto non utilizzato”.

“In Sardegna” prosegue Deliperi “al 20 maggio 2021, risultavano presentate ben 21 istanze di pronuncia di compatibilità ambientale di competenza nazionale o regionale per altrettante centrali eoliche, per una potenza complessiva superiore a 1.600 MW, corrispondente a un assurdo incremento del 150 per cento del già ingente comparto eolico isolano. […] A queste si somma un’ottantina di richieste di autorizzazioni per nuovi impianti fotovoltaici. Complessivamente sarebbero interessati più di diecimila ettari di boschi e terreni agricoli. Ormai il quadro è chiaro, a mare e in terra la Sardegna sembra proprio destinata a diventare una piattaforma di produzione energetica, un’Isola destinata all’ennesima servitù, la servitù energetica”.

“Allo stato attuale” conclude l’articolo “è pura speculazione per ottenere fondi, incentivi pubblici e certificati verdi o no? A chi serve questo enorme quantitativo di energia che sarebbe prodotta, considerato che l’energia prodotta in Italia ogni anno è di gran lunga superiore alla domanda? Questi non sono aspetti che meritano il minimo approfondimento solo perché vanno contro la narrazione prescelta? […] Lasciamo allora che a decidere sul futuro del territorio siano di fatto le società energetiche?
Ma lo vogliamo dire – senza ipocrisie, greenwashing e fumo negli occhi – che la Sardegna (con la Sicilia) sarà il prossimo “hub energetico del Mediterraneo” con la conseguente servitù energetica?”

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