Nursing Up non si ferma e viaggia a vele spiegate verso lo sciopero del prossimo 8 aprile, che vedrà gli infermieri italiani incrociare le braccia per 24 ore, con il blocco degli straordinari per ben 6 giorni di fila.

Con il picco dell’inflazione e lo stipendio degli infermieri più che mai fermo al palo da troppo tempo, il malcontento degli operatori sanitari è sempre più diffuso lungo tutto lo Stivale. L’eco della protesta dei professionisti della salute, partito da da Rimini, Ferrara e Genova, e poi proseguito con Milano e Trento, le ultime manifestazioni in ordine di tempo del 10 e 11 marzo scorso organizzate dal Nursing Up, risuona forte fino a Cagliari e Palermo.

Sono oggi scesi nelle strade gli operatori sanitari di un Mezzogiorno, dove, le politiche di austerity, la carenza di personale e le strutture vetuste con profonde lacune già prima del Covid, hanno rappresentato il pane quotidiano di una realtà sanitaria che ha bisogno, adesso, come non mai, di cambiare il suo volto.

Nella giornata odierna gli infermieri del Nursing Up appartenenti alle delegazioni di Sicilia e Sardegna hanno manifestato, nuovamente, per chiedere ai prefetti e ai governatori regionali di intercedere al Governo, per una valorizzazione economica della loro professione. In ballo ci sono tante “tematiche calde” che riguardano il presente e il futuro degli infermieri italiani, dallo sblocco della libera professione ad un piano di assunzioni indispensabile, fino ad una sicurezza sul luogo di lavoro che gli infermieri pretendono, alle luce degli allarmanti dati dell’Inail sulle aggressioni agli operatori sanitari.

Il prossimo 24 marzo a Verona e il 1 aprile a Torino si manifesta ancora, e poi arriverà l’annunciato sciopero dell’8 aprile, mentre nelle sedi istituzionali riprendono le delicate trattative con l’Aran per un contratto della sanità che ha ancora margini per dare agli infermieri la tanto attesa svolta.

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