L’esponente di Fratelli d’Italia e vicecapogruppo in Consiglio regionale, Fausto Piga, ha sollevato una durissima polemica contro la gestione della sanità sarda da parte della Giunta Todde. Al centro dell’attacco c’è l’instabilità dei vertici amministrativi delle aziende sanitarie, definita dal meloniano come una vera e propria paralisi del sistema causata da una gestione politica che definisce “vecchio stile”.
Piga sottolinea come l’assenza di guide stabili nelle Asl di Cagliari e Gallura stia mettendo a rischio la continuità assistenziale per i cittadini. L’esponente dell’opposizione pone inoltre un ultimatum temporale: se le nomine non verranno formalizzate entro il 22 febbraio, l’Isola potrebbe subire l’onta di un intervento sostitutivo da parte di Roma per manifesta inadeguatezza amministrativa.
“L’ossessione della Presidente Todde, quella di sostituire i direttori generali della sanità, sta mandando in tilt il sistema sanitario regionale – attacca Fausto Piga, vicecapogruppo di FDI – da un anno sta andando in scena un indecente, frenetico e delirante valzer di nomine che ci riporta alla prima repubblica, indietro di 40 anni”.
“Da 50 giorni le Asl di Olbia e Cagliari sono senza direttore generale, un modo spericolato e incosciente di gestire la salute dei sardi, ma ciò che più allarma è l’incertezza che regna da 12 mesi – incalza Piga – basti pensare che alla guida delle aziende sanitarie, si sono alternati ben 34 manager, di fatto in un anno il vertice delle ASL è cambiato tre volte, un continuo cambio di gestione che ha creato disordine, ritardi, perdite di tempo e lo smarrimento tra gli operatori sanitari – prosegue il meloniano – ma analoga confusione si è verificata anche all’Assessorato alla Sanità, dove sia Direttore Generale e Assessore sono stati messi alla porta”.
“I ritardi e le perdite di tempo della Presidente Todde stanno mandando la sanità in tilt, basta con i valzer nomine e si sbrighi a decidere, il tempo è scaduto – avverte Piga – i direttori generali delle ASL Cagliari e Gallura devono essere scelti entro il 22 febbraio, non farlo significherebbe esporsi al rischio di commissariamento, ovvero il Governo che prende tutto in mano esautorando la Regione della sua autonomia causa manifesta incapacità di amministrare, uno scenario che non voglio immaginare perché sarebbe un umiliazione senza precedenti”.
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