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Maltempo in Sardegna, in 35 anni le piogge intense sono aumentate del 400%

Nelle zone costiere sarde si è passati da una media storica di 2 o 3 episodi di pioggia estrema all'anno alle 10 attuali

Crediti foto: Ansa

In un contesto climatico globale sempre più instabile, la Sardegna emerge come una delle aree più esposte all’intensificazione dei fenomeni meteorologici estremi. Un recente studio internazionale guidato dall’Università di Milano e pubblicato su Natural Hazards and Earth System Sciences conferma che le precipitazioni brevi ma violentissime sono raddoppiate in diverse zone del Paese rispetto a metà degli anni ’90.

Mentre l’arco alpino combatte con temporali estivi sempre più frequenti, l’Isola registra un’impennata preoccupante soprattutto durante la stagione autunnale. Nelle zone costiere sarde, infatti, si è passati da una media storica di 2 o 3 episodi di pioggia estrema all’anno a una frequenza attuale che supera i 10 eventi annui. Questi “nubifragi localizzati” scaricano quantità d’acqua impressionanti in pochi minuti su porzioni di territorio molto ristrette, aumentando esponenzialmente il rischio di alluvioni lampo e danni alle infrastrutture.

La ricerca, che ha visto la collaborazione del CNR di Bologna e della società RSE, evidenzia come il Mar Mediterraneo agisca da serbatoio energetico: le alte temperature marine autunnali alimentano celle temporalesche capaci di colpire le coste.

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