In Evidenza Sanità, nominati i direttori generali delle Asl: ma acque agitate in maggioranza

Sanità, nominati i direttori generali delle Asl: ma acque agitate in maggioranza

La Giunta regionale nomina Aldo Atzori direttore generale della Asl 8 di Cagliari e Antonio Irione alla guida della Asl 2 Gallura

La Giunta regionale della Sardegna, su proposta della presidente Alessandra Todde, che ricopre anche l’incarico di assessora ad interim alla Sanità, ha adottato due delibere per la nomina dei direttori generali dell’Asl 8 di Cagliari e della Asl 2 della Gallura.

Per la Asl 8 di Cagliari è stato designato il dottor Aldo Atzori. Alla guida della Asl 2 della Gallura è stato invece nominato il dottor Antonio Irione. Per entrambi l’incarico avrà durata triennale, con decorrenza dal 23 febbraio 2026.

Le nomine arrivano all’untimo giorno utile, vista la scadenza dei dirigenti supplenti in carica dal 25 dicembre scorso, ovvero da quando sono decaduti i commissari straordinari per la sentenza della Consulta.

Intanto si segnalano acque agitate in maggioranza. Alla riunione di Giunta di questo pomeriggio erano assenti i tre assessori in quota Partito Democratico: Giuseppe Meloni, Rosanna Laconi ed Emanuele Cani. Assente anche l’assessore dell’Agricoltura Francesco Agus, di quota Progressisti.

E dal centrodestra arrivano le prime bordate. “La nomina dei direttori della Asl di Cagliari e Gallura da parte della Giunta Todde, destinata a generare nuovi ricorsi, e le significative assenze del Pd e dei Progressisti, non fanno che certificare la crisi irreversibile di quello che fu l’inizio del Campo largo”. Dichiara Salvatore Deidda, deputato di Fratelli d’Italia.

“Questo esperimento politico sopravvive solo per la paura di crollare e dover affrontare nuove elezioni – prosegue – La profonda crisi della maggioranza tiene bloccata la Sardegna, incapace di dare risposte concrete ai cittadini”.

Deidda lancia un’altra frecciata: “La Presidente Todde è ben consapevole di aver vinto per una manciata di voti e che, se si tornasse alle urne, la sua vittoria non solo non sarebbe assicurata, ma vedrebbe un esito opposto”.

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