La primavera sarda subisce un arresto brutale sotto i colpi della tempesta Deborah. Il massiccio del monte Limbara, che domina la Gallura e il Logudoro, si è risvegliato questa mattina sotto una fitta coltre bianca, offrendo uno scenario pienamente invernale in un periodo dell’anno in cui i cittadini si preparavano ormai alle prime escursioni pasquali.
Il fenomeno è legato a una rapida discesa di aria polare che ha causato un crollo termico verticale in poche ore. Le cime del Limbara, che superano i 1300 metri, sono state investite da nevicate insistenti, accompagnate da forti raffiche di vento che hanno reso proibitive le condizioni di viabilità verso le antenne e le aree di sosta montane.
Questo cambio netto segue giorni di clima mite e soleggiato, sottolineando l’estrema variabilità di questo marzo 2026. La tempesta Deborah non sta portando solo neve sulle vette, ma anche piogge torrenziali e mareggiate lungo le coste galluresi, con il vento di maestrale che continua a sferzare l’intera isola, mantenendo le temperature percepite ben al di sotto dello zero termico nelle zone interne.
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