Il pronto soccorso dell’ospedale Santissima Trinità di Cagliari sta affrontando ore particolarmente critiche a causa di un blackout che da ieri interessa il presidio di via Is Mirrionis, con pesanti ripercussioni sull’attività assistenziale e sull’organizzazione dei servizi di emergenza.
Il guasto alla rete elettrica ha reso necessaria una drastica rimodulazione delle prestazioni, imponendo la limitazione degli accessi e una gestione selettiva dei pazienti. Numerosi casi vengono infatti indirizzati verso altri ospedali cittadini, determinando un aumento dei tempi di attesa e un ulteriore sovraccarico per gli altri pronto soccorso dell’area metropolitana.
All’interno della struttura il clima è descritto come di forte preoccupazione, sia tra gli operatori sanitari sia tra i cittadini in attesa di assistenza. Il personale è chiamato a lavorare in condizioni complesse, cercando di garantire la continuità delle cure nonostante le difficoltà operative. Parallelamente, diversi pazienti segnalano disagi e una carenza di informazioni chiare sull’evoluzione della situazione.
Il blackout ha infatti inciso sul funzionamento delle apparecchiature diagnostiche, sui sistemi informatici e sull’illuminazione, elementi fondamentali per la gestione delle emergenze e per la sicurezza delle attività cliniche. Una condizione che evidenzia la fragilità dell’organizzazione in presenza di guasti infrastrutturali e la necessità di garantire sistemi di supporto adeguati.
La situazione resta sotto osservazione, mentre sul piano politico è polemica. “La sanità cagliaritana sprofonda letteralmente nelle tenebre” attacca il consigliere regionale Alessandro Sorgia. “Siamo di fronte a uno scenario inaccettabile. La diagnostica per immagini è andata in tilt: impossibile effettuare una Tac in loco. I pazienti, già provati dalla malattia, sono costretti a un’odissea verso altri padiglioni, trasportati al freddo nel cuore della notte per un esame che dovrebbe essere immediato”.
Duro anche il consigliere regionale di Alleanza Sardegna, Stefano Schirru. “Il personale sanitario ha garantito l’assistenza con professionalità e senso di responsabilità, ma non è accettabile che la tenuta del sistema continui a dipendere solo dal sacrificio degli operatori. Questo episodio pone interrogativi che non possono essere elusi: gli impianti sono adeguati? Serviranno interventi di manutenzione straordinaria? In sanità la sicurezza non può basarsi sulla fortuna”.
Leggi le altre notizie su www.cagliaripad.it






