Il settore primario della Sardegna è in ginocchio a causa di un inverno 2026 caratterizzato da precipitazioni incessanti e fuori scala. L’assenza di tregue meteorologiche ha saturato i terreni di tutta l’isola, dalle pianure alle zone interne, trasformando le campagne in aree impraticabili e provocando allagamenti diffusi che impediscono qualsiasi tipo di attività lavorativa.
Il blocco è totale e colpisce diverse filiere: le semine dei cereali sono ferme, la raccolta di eccellenze come il carciofo è compromessa e la manutenzione di frutteti e alberi è impossibile. Oltre al danno produttivo immediato, il Centro Studi Agricoli lancia l’allarme sul fronte burocratico.
L’impossibilità fisica di seminare rischia di trasformarsi in una beffa amministrativa: molte aziende potrebbero non riuscire a rispettare i requisiti per i contributi della PAC (Politica Agricola Comune), subendo sanzioni per inadempienze causate esclusivamente da forza maggiore climatica.
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