Scadono oggi i mandati dei dirigenti supplenti nelle Asl di Cagliari e Olbia, nominati a ridosso di Natale dopo la revoca dei commissari in seguito alla sentenza della Corte Costituzionale del 23 dicembre.
Da domani, salvo nomine in extremis da parte della Giunta regionale, le due aziende sanitarie rischiano di restare prive di una guida. Uno scenario che potrebbe aprire la strada al commissariamento da parte del Governo, procedura che richiederebbe tempo, almeno un mese. Un tempo durante il quale la presidente della Regione e assessora ad interim alla Sanità, Alessandra Todde, punterebbe a riorganizzare gli assetti.
Intanto è scontro politico. Il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, Paolo Truzzu, parla di “stato di paralisi” e attacca la presidente: “Da lunedì rischia di non esserci più nessuno a firmare atti e delibere nella più grande azienda sanitaria della Sardegna”.
Truzzu denuncia criticità diffuse: contratti con medici gettonisti cessati e non rinnovati, dimissioni in aumento, servizi chiusi. Sotto accusa soprattutto la situazione della Asl 8 di Cagliari, dove secondo l’esponente di FdI diverse visite oncologiche sarebbero state rinviate per carenza di reagenti.
Non va meglio, aggiunge, all’Ospedale Brotzu, dove sarebbero “ferme centinaia di delibere, compresa quella per l’acquisto di kit diagnostici per la terapia del tumore al seno”, temporaneamente forniti dall’Ospedale San Giovanni di Dio.
Da qui l’affondo durissimo di Truzzu: “Questa paralisi amministrativa rischia di trasformarsi brevemente in un’interruzione di pubblico servizio, che costituisce un vero e proprio reato. E tutto ciò semplicemente perché la Presidente non vuole ottemperare a una sentenza della Corte Costituzionale, che ha dichiarato illegittimo il commissariamento delle Asl, compresa la 8. E di una sentenza del Tar che ha chiarito che la sentenza della corte richiede il reintegro dei direttori commissariati”.
Nel dibattito interviene anche la segretaria generale della Uil Sardegna, Fulvia Murru: “La sanità sarda non può restare bloccata. In alcune Asl mancano direttori generali, sanitari, amministrativi e revisori contabili. Questo rallenta decisioni strategiche che incidono direttamente sulla vita delle persone e degli operatori”.
La richiesta è chiara: “Servono decisioni immediate, governance stabili, organici adeguati e un’accelerazione sulla sanità territoriale. Non si può più attendere”.
La partita ora si gioca sul filo delle ore: senza nuove nomine, il rischio è un vuoto amministrativo che potrebbe avere ripercussioni su servizi e prestazioni sanitarie in tutta l’Isola.
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