Un militare della missione di pace Unifil ha perso la vita nel sud del Libano a seguito dell’esplosione di un proiettile all’interno di una postazione operativa. L’episodio si è verificato nei pressi di Adchit Al Qusayr e ha causato anche il ferimento grave di un altro soldato, attualmente ricoverato in ospedale.
Secondo quanto riferito dalla stessa missione Onu, non è ancora stata accertata la provenienza del proiettile. Per questo motivo è stata immediatamente avviata un’indagine per ricostruire con precisione quanto accaduto e individuare eventuali responsabilità.
“Ribadiamo l’appello a tutti gli attori affinché rispettino i propri obblighi ai sensi del diritto internazionale e garantiscano in ogni momento la sicurezza del personale e delle proprietà delle Nazioni Unite, astenendosi da azioni che possano mettere in pericolo i caschi blu” scrive Unifil in un comunicato.
“Gli attacchi deliberati contro i soldati della missione di pace costituiscono gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza, e possono configurarsi come crimini di guerra”.
Il militare deceduto era di nazionalità indonesiana. Il governo dell’Indonesia ha condannato con fermezza l’accaduto, esortsando un’indagine approfondita e trasparente per fare luce sull’incidente.
Nel sud del Libano è attualmente impegnata anche la Brigata Sassari, nell’ambito delle operazioni di mantenimento della pace in un contesto fragile come la cosiddetta Linea Blu, area di separazione tra Libano e Israele. Al momento non ci sono particolari criticità per il contingente sardo impegnato sul territorio, ma l’escalation alza al massimo il livello di guardia dei militari presenti e del governo italiano che segue gli sviluppi.
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