Un Cagliari sprecone e sciupone esce dalla Sardegna Arena sconfitto per 1-0 con il Genoa nell’ultima gara di campionato, pienamente alla sua portata. Salve entrambe, ma i rossoblù di Semplici dovevano chiudere la stagione a 40 punti, per tanti motivi.

Perché il mister lo aveva promesso in conferenza stampa, perché si doveva chiudere in bellezza sulle ali dell’entusiasmo di un ciclo di sette risultati positivi, per guadagnare prestigio, per portare serenità nell’ambiente e riscattare una stagione per metà disastrosa, per rispetto della maglia e dei tifosi (che lo meritano), della città e della Sardegna. Non è andata così e non accettiamo il “pazienza, non fa nulla, tanto eravamo già salvi”.

E no, oggi non ci sta proprio perché ieri il Cagliari ha ripreso a vivacchiare non appena raggiunto il minimo salariale domenica a San Siro. Quella di ieri stasera col Genoa era un partita da vincere e il Cagliari aveva il dovere di portare a casa il risultato. I liguri sono stati più determinati e infatti portano via i tre punti e incassano l’undicesimo posto in classifica.

Ci si può aggrappare alla sfortuna del palo di Joao Pedro, all’infortunio di Nainggolan nei primissimi minuti, alla distrazione collettiva con voragine difensiva sul gol di Shomurodov al 15°, ai tanti episodi non concretizzati (è verissimo), ma non si può perdonare una regressione di mentalità come quella vista alla Sardegna Arena. Semplici aveva detto che la formazione sarebbe stata la stessa che ha bloccato il Milan a San Siro con due o tre ritocchi e si sperava in due o tre buoni innesti (magari della Primavera) ma non in una squadra con soli 8 uomini e tre fantasmi in campo contro gli 11 di Ballardini.

Non siamo mai entrati nell’analisi tecnica delle gare del Cagliari e sulle prestazioni dei singoli, spesso assegnando un 8 in pagella a tutti e alzando di un punto la valutazione del mister, per elogiare il collettivo, quello spirito di squadra creato da Semplici dalle ceneri di un’avventura che stava portando il Cagliari nel baratro della Serie B. Ma ora non possiamo sorvolare su tre giocatori che in Serie A hanno abbondantemente dimostrato, e ieri stasera lo hanno confermato, di non poterci stare. Ieri in campo si son viste cose che non fanno neppure i bambini di 10 anni in una scuola calcio. E questo purtroppo va detto, senza sminuire l’impresa della salvezza, ma va detto.

Stagione archiviata dunque, seppur con l’amaro in bocca di una sconfitta che brucia. A Semplici comunque assegniamo un gran bell’8 in pagella per aver riacciuffato la stagione per il rotto della cuffia con caparbietà e determinazione, ai ragazzi un bel 7.

E ora, mentre cala il sipario sulla Serie A, in attesa della riconferma di Semplici, che crediamo doverosa, non ci resta che augurare un buon lavoro a Stefano Capozucca, che va incontro ad un’estate infuocata durante la quale dovrà prima risolvere alcuni ‘problemini’ e poi disegnare il Cagliari per il prossimo campionato. Sempre che Giulini non abbia in serbo qualche sorpresa.

 

Cagliari-Genoa: 0-1 (Shomurodov al 15’ pt)

Cagliari: Cragno, Klavan, Rugani, Carboni, Nandez, Marin, Deiola, Lykogiannis, Nainggolan, Joao Pedro Cerri. A disposizione: Godin, Zappa, Asamoah, Ceppitelli, Gaston Pereiro, Tramoni, Duncan, Pavoletti, Sottil, Simeone, Aresti, Vicario. All. Semplici

Genoa: Paleari, Goldaniga, Masiello, Zapata, Zappacosta, Strootman, Rovella, Melegoni, Pjaca, Pandev, Shomurodov. A disposizione: Ghiglione, Criscito, Badelj, Portanova, Behrami, Zajc, Radovanovic, Kallon, Destro, Caso, Marchetti, Perin. All. Ballardin.

Arbitro: Francesco Meraviglia