Con una nota inviata a tutti al Tribunale di Cagliari, Sergio Bramini ha inoltrato una diffida a tutte le Autorità competenti affinché interrompano ogni attività di sgombero in emergenza Covid, nel rispetto delle sospensioni previste dalla stessa legge che blocca fino al 30 giugno gli sfratti in Italia.

La diffida è stata inoltrata a nome della Federazione Europea per la Giustizia, ma è stata trasmessa per conto e a favore di tutti coloro che le ingiustizie le stanno subendo sulla loro pelle. “Dobbiamo essere uniti per combattere ogni tipo di sopruso e per far valere i nostri diritti e la nostra dignità, di cittadini e di esseri umani”, scrive Bramini.

“Scrivo la presente in nome e per conto della Federazione Europea per la Giustizia” per rilevare che presso il Comune di Quartu Sant’Elena si sta per procedere a uno sgombero non solo illegittimo, ma che metterebbe fuori casa, in emergenza sanitaria, una famiglia già in gravissime difficoltà.
Si tratta della famiglia Moi, composta dal padre Giovanni (debitore, invalido al 100% di 87 anni), dai figli Moravio (invalido al 75% di 53 anni) e Roberta (malata oncologica), e dalla nipote Dania con il compagno Stefano e il figlio minore Nicola (di 13 anni). Tutti residenti (tranne Roberta che, per potersi sottoporre alle cure chemioterapiche con un minimo di tranquillità, era costretta ad allontanarsi) nella palazzina oggetto del procedimento esecutivo sita in via Maiorana 1 e composta da due lotti (cosiddetti “casa del custode” e “ex falegnameria”).
Ebbene. Dopo due tentativi di sgombero di cui l’ultimo il 17.02.21, veniva da poco notificato alla famiglia l’avviso di un ulteriore tentativo di liberazione previsto per il prossimo 21.04, ovvero in pieno periodo emergenziale e di sospensione delle esecuzioni.
Ciò in assoluta violazione non solo della normativa vigente (in particolare si richiamano gli artt. 54 ter e 103 DL n. 18/20 conv. L. 27/20 e il D.L 183/20 conv. L. 21/21 che proroga al 30.06.21 la sospensione delle procedure esecutive immobiliari aventi per oggetto l’abitazione principale del debitore, come è nel caso di specie) ma anche del principio di favor debitoris permeante l’ordinamento e le preleggi nonché dell’etica che non può mancare in un giudizio necessariamente ispirato all’umana pietas.
Purtroppo in molti casi, trattando di esecuzioni immobiliari assistiamo al lato peggiore delle nostre Istituzioni, che si dimostrano “cieche” davanti a gravissime e oggettive difficoltà dei cittadini, “sorde” alle loro grida di aiuto, e indifferenti di fronte alla legge.
Confidiamo davvero ciò non accada anche questa volta, e che si possa invece impedire che finisca “per la strada”, oltretutto in periodo emergenziale, una famiglia numerosa, innegabilmente provata da problemi fisici e di salute e senza alcuna possibilità di sostentamento una volta sloggiata dalla propria residenza”, scrive nella diffida l’imprenditore monzese Sergio Bramini.

Nella nota si chiede al  Giudice dell’Esecuzione di inibire immediatamente l’intervento delle Forze dell’Ordine nonché a sospendere ogni attività di esecuzione/liberazione, così da escludere una attività illecita di intrusione compiuta in spregio delle disposizioni emergenziali anti-covid e di sospensione delle procedure (artt. 54 ter, 103 DL 18/20 e DL 183/20);

ad adottare tutte le misure preventive di Pubblica Sicurezza affinché gli Ufficiali Giudiziari I.V.G. interrompano ogni annunciata azione;

A escutere la famiglia Moi e i propri legali al fine di indagare sulla vicenda, appurando la configurabilità di illeciti e in particolare dei reati previsti e puniti dagli artt. 323 e 392 c.p..

 

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