Efisio Melis, Ardito nella Brigata Sassari, ferito due volte e decorato di medaglia di bronzo, era un noto attivista del Partito Sardo d’Azione, tanto da far parte delle Camicie grigie sardiste dalla caratteristica divisa con i Quattro mori sul petto a sinistra sul cuore e come cravatta un nastro nero a ricordare i troppi sardi caduti in guerra.

Durante una sfilata di fascisti partiti da Piazza Yenne si trovava in Via Garibaldi all’angolo con Via Sulis.

Melis, che aveva 27 anni, mentre era fra la folla a guardare con la più piccola dei suoi tre figli in braccio, fu affrontato da una camicia nera a cavallo che ostentando un gagliardetto lo apostrofò ordinandogli di togliersi il cappello.

Probabilmente lo aveva anche riconosciuto come militante sardista e attivista fra i più convinti e decisi.

Efisio Melis non lo fece e alle insistenze dello squadrista che come altri cavalieri faceva sgroppare il cavallo sulla folla, colpendo con nerbi e fruste chi non si toglieva il berretto davanti ai gagliardetti col teschio, non si tolse il cappello ma lo toccò per aggiustarselo meglio in testa guardando negli occhi l’assalitore.

Fu allora che il fascista rispose alla silenziosa sfida, incurante della bambina in braccio, infilzando la punta del gagliardetto nel suo petto ferendolo a morte.

Melis cadde a terra con la bambina e pur soccorso e trasportato all’ospedale perse prematuramente la vita.

Da una prima ricerca alcuni anni fa era risultato che la sua tomba costruita con una sottoscrizione popolare era stata esumata nel Cimitero di Bonaria e le spoglie traslate nel Cimitero di San Michele.

“Sono andato per verificare l’esattezza della scoperta a distanza di 99 anni da quella tragedia temendo di non trovarla più o illeggibile e in rovina” spiega Mario Carboni. “In effetti la tomba di Efisio Melis l’ho trovata affiancata da quella della moglie Fanny in buonissimo stato. Ho deposto un mazzo di rose rosse e bianche, colori della Brigata Sassari e il distintivo del Partito sardo d’Azione del 1921 riconiato per i 100 anni dalla fondazione del PSdAz il 17 aprile 1921 e scattato qualche foto”.

Nella tomba di Efisio Melis è in evidenza la sua foto in divisa da Camicia grigia, la formazione paramilitare sardista che affrontava le squadracce fasciste come pronto intervento soprattutto nel Sud Sardegna.

A fianco di Efisio Melis è tumulata la moglie Fanny che dovette subire violenze, ostracismo e persecuzione, anche nei giorni dolorosissimi dell’assassinio e della prima tumulazione nel Cimitero di Bonaria e durante il ventennio oltre al dolore di aver perso il giovane marito e dover allevare tre piccoli orfani.

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