Alle tre del mattino di ieri domenica 30 ottobre la lancetta dell’orologio è stata spostata un’ora indietro. L’ora legale è stata sostituita da quella solare fino al 26 marzo prossimo. Già da tempo si discute sull’opportunità di mantenere questa continua alternanza o se invece mantenere l’ora legale tutto l’anno.

Tra chi tra le due vorrebbe la seconda, c’è chi evidenzia che con l’ora legale si eviterebbe lo “stress da cambiamento” legato alla luce, primo sincronizzatore naturale di tutti i processi dell’organismo, che si manifesta con stanchezza, insonnia, irritabilità, mal di testa, sbalzi d’umore, difficoltà a concentrarsi e a mantenere alta l’attenzione. Si è parlato infatti di “mini-jet lag”. Non solo, con l’ora legale sarebbe garantita una maggiore assunzione di vitamina D e attenuerebbe i disturbi del sonno.

L’ora solare in effetti è un retaggio di una società contadina che oggi è stata soppiantata da un mondo industriale per cui avrebbe più senso continuare ad avere luce sia alle 5 della sera che alle 5 del mattino.

Quest’anno poi, ad avvalorare la posizione di chi è a favore del mantenimento dell’ora legale tutto l’anno c’è anche la forte crisi energetica che colpisce aziende e famiglie, con un’inflazione record: soltanto a ottobre 2022 infatti si è sfiorato il 12%, cosa che non accadeva dal 1983 quando l’inflazione aveva raggiunto il 13%.

Ma c’è di più. Secondo i dati diffusi da Terna, la società che gestisce la rete di trasmissione nazionale, nei 7 mesi di ora legale il sistema elettrico italiano ha beneficiato di minori consumi per 420 milioni di kWh, pari al valore di fabbisogno medio annuo di circa 150 mila famiglie, con un conseguente risparmio economico di circa 190 milioni di euro.

Le ricadute positive si son riscontrate anche in termini di sostenibilità ambientale: il minor consumo elettrico, infatti, ha consentito al Paese di evitare emissioni di CO2 in atmosfera per circa 200 mila tonnellate. Il beneficio economico è calcolato considerando che quest’anno, nel periodo di ora legale cominciato domenica 27 marzo e che si concluderà domenica 30 ottobre, il costo del kilowattora medio per il “cliente domestico tipo in tutela” (secondo i dati dell’Arera) è stato di circa 45 centesimi di euro al lordo delle imposte.

Dal 2004 al 2022, secondo l’analisi della società, il minor consumo di energia elettrica per l’Italia dovuto all’ora legale è stato complessivamente di circa 10,9 miliardi di kWh e ha comportato, in termini economici, un risparmio per i cittadini di circa 2 miliardi di euro.

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