Notizie Cagliari Caso Manuela Murgia, il Dna scagiona l’ex fidanzato

Caso Manuela Murgia, il Dna scagiona l’ex fidanzato

La perizia del Ris scagiona l’ex fidanzato, ma la famiglia esprime critiche sul clima in aula e chiede di proseguire le indagini

A 30 anni dalla morte di Manuela Murgia, la 16enne trovata senza vita il 5 febbraio 1995 nel canyon di Tuvixeddu, una nuova perizia ribalta uno dei punti centrali dell’inchiesta. Le analisi genetiche condotte dai Carabinieri del Ris di Cagliari hanno escluso che il Dna rinvenuto su un capello e sugli slip della giovane appartenga all’ex fidanzato Enrico Astero, unico indagato per omicidio volontario dopo la riapertura del caso, avvenuta il 30 marzo dello scorso anno su richiesta dei familiari.

I risultati sono stati illustrati questa mattina durante l’incidente probatorio davanti al giudice per le indagini preliminari Giorgio Altieri. In aula erano presenti l’indagato con il suo legale Marco Fausto Piras e il consulente Luciano Garofano, ex generale del Ris di Parma. Presenti anche i familiari della vittima assistiti dagli avvocati Giulia Lai e Bacchisio Mele, insieme al genetista Emiliano Giardina dell’Università di Tor Vergata.

Dagli accertamenti è emerso che le tracce biologiche recuperate sugli indumenti della ragazza non coincidono con il profilo genetico di Astero. Saranno ora necessari ulteriori approfondimenti per identificare l’autore di quei reperti, con estensione delle analisi anche su un campione femminile individuato nei pantaloni di Manuela.

Al termine dell’udienza, Astero ha commentato: “È la fine di un incubo. In tutto questo periodo non sono stato bene. Non sto dormendo, sono provato. Io non c’entro assolutamente niente, sono proprio estraneo ai fatti” le parole riportate dall’Ansa.

Nel corso del confronto tecnico si è discusso anche dell’ipotesi di una violenza sessuale precedente alla morte. Su questo punto le valutazioni dei consulenti non coincidono: per la difesa non vi sarebbero elementi certi, mentre per la parte civile tale eventualità non risulterebbe del tutto esclusa.

Ora il fascicolo torna al pubblico ministero Guido Pani, chiamato a decidere i prossimi passi. Tra le opzioni, una nuova perizia medico-legale per chiarire definitivamente le cause del decesso oppure una possibile archiviazione, che sarebbe la terza nel corso di una vicenda giudiziaria lunga e complessa.

La famiglia della giovane, però, chiede di non fermarsi e sulla pagina social “Giustizia per Manuela Murgia” esprime insoddisfazione per la gioranta odierna. “Nel corso dell’udienza, il clima complessivo è apparso, in alcuni momenti, non pienamente coerente con la solennità e il rigore che un’aula di giustizia richiede, soprattutto mentre venivano esposte valutazioni tecniche complesse e documentate” si legge. “Dalla posizione in cui ci trovavamo, era possibile cogliere non solo gli interventi formali, ma anche scambi e commenti e battute che, per contesto e tempistica, potevano risultare poco consoni al momento”.

Al centro della riflessione resta però un interrogativo cruciale: “Nel momento in cui dall’indagine non è emersa alcuna riconducibilità del profilo genetico all’indagato, per quale ragione si avverte la necessità di ridimensionare o mettere in discussione l’ipotesi di violenza sessuale?” si chiedono i familiari. La famiglia chiarisce che la domanda è posta esclusivamente in termini tecnici e metodologici, sottolineando come una valutazione di questo tipo debba basarsi su un’analisi medico-legale completa, specialistica e rigorosa, senza esclusioni interpretative o indirette.

“È importante ricordare, senza spirito polemico ma per chiarezza,
che i consulenti tecnici operano nell’interesse dell’Autorità Giudiziaria, in questo caso del Gip, e non assumono il ruolo di consulenti di parte. Il loro compito è quello di fornire un’analisi scientifica oggettiva, completa e imparziale, lasciando alla sede giudiziaria ogni valutazione di natura giuridica”.

La posizione dei familiari resta ferma: il percorso giudiziario deve proseguire senza preclusioni e con il massimo rigore.

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