Notizie Lavoro Lingua blu, via agli indennizzi: 21,7 milioni a oltre 3.500 allevatori sardi

Lingua blu, via agli indennizzi: 21,7 milioni a oltre 3.500 allevatori sardi

Coldiretti esulta ma ammonisce: "Fondi essenziali dopo l’epidemia 2024, ma serve un piano stabile di prevenzione"

Dopo mesi di attesa arriva una risposta concreta per migliaia di aziende ovine della Sardegna colpite dall’epidemia di lingua blu del 2024. È stata infatti firmata la determina regionale che dispone la concessione degli indennizzi e che, come riferisce Coldiretti, è già stata pubblicata sul sito ufficiale.

Il provvedimento prevede lo stanziamento complessivo di oltre 21,7 milioni di euro, destinati a 3.524 beneficiari. Un sostegno economico atteso da tempo dalle imprese che hanno subito pesanti perdite a causa della diffusione della malattia.

Secondo Coldiretti Sardegna si tratta di un passaggio decisivo per garantire un minimo di stabilità al comparto. “Questi fondi sono fondamentali per dare ossigeno alle imprese”, sottolinea l’associazione, che si dice soddisfatta della firma dell’atto e chiede che i contributi vengano erogati nel più breve tempo possibile.

L’organizzazione agricola evidenzia però come gli indennizzi non possano rappresentare l’unica risposta. La lingua blu, spiegano il presidente e il direttore regionale Battista Cualbu e Luca Saba, “non è più un fenomeno isolato ma una criticità ormai ricorrente e favorita anche dai cambiamenti climatici e dalla maggiore diffusione del vettore, il culicoide”.

Per questo, Coldiretti ribadisce la necessità di un cambio di strategia: “Come diciamo da tempo, accanto agli indennizzi è necessario che l’approccio al problema sia strutturale. Non più solo interventi emergenziali a danni avvenuti, ma piani strutturali e permanenti di prevenzione”. Tra le priorità indicate figurano interventi continuativi contro il vettore, disinfestazioni, uso di repellenti, protezione degli animali e campagne vaccinali programmate.

Nel 2024, la lingua blu ha provocato oltre 50 mila capi morti e centinaia di migliaia di animali improduttivi, con perdite economiche valutate in decine di milioni di euro. Un quadro che ha aggravato ulteriormente le difficoltà di un settore già provato da emergenze sanitarie ripetute negli ultimi anni.

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