La sicurezza dei militari impegnati nella missione internazionale in Libano è stata al centro dell’intervento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante le comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo e sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente.
La premier ha ricordato il ruolo dell’Italia all’interno della missione United Nations Interim Force in Lebanon (Unifil), dove operano oltre mille militari italiani.
“In Libano, come sapete, sono presenti oltre mille soldati italiani all’interno della missione delle Nazioni Unite Unifil. Si tratta di una missione che, sotto comando italiano, ha un mandato cruciale, quello di sostenere la sovranità, l’integrità territoriale e la stabilità del Libano. Per questo, la sicurezza del personale di Unifil deve essere garantita in ogni momento” ha detto la presidente. Meloni ha chiarito che si tratta di una “richiesta specifica che reiteriamo ad Israele e siamo estremamente preoccupati dall’attacco che ha colpito nei giorni scorsi il contingente ghanese della missione. Ai feriti e alle autorità di Accra va tutta la nostra solidarietà”.
La situazione in Libano e il ruolo dell’Italia
Nel suo intervento, Meloni ha sottolineato anche il delicato momento politico che il Libano sta attraversando, evidenziando i segnali di apertura delle istituzioni del Paese verso una fase di stabilizzazione. “In Libano, con il Presidente Aoun e con il Primo Ministro Nawaf, assistiamo alla volontà concreta di porre fine a questo ciclo insensato di violenza, affermando finalmente il monopolio dello Stato sulle armi e lavorando per il disarmo di Hezbollah. Dobbiamo sostenere questo sforzo, sul quale l’Italia è protagonista. Senza dimenticare il ruolo difficile che i nostri militari continuano a svolgere con coraggio nel Libano meridionale”.
A partire da marzo, infatti, la missione internazionale ha visto l’avvio di un nuovo mandato per la Brigata Sassari, che ha assunto la guida del contingente italiano e la responsabilità del settore Ovest della missione Unifil.
L’operazione è coordinata dal generale Andrea Fraticelli, al comando di un contingente multinazionale composto da circa 2.800 caschi blu, dispiegati lungo la cosiddetta “Blue Line”, la linea di demarcazione che separa il Libano da Israele. Il contingente nazionale conta circa mille militari, più della metà dei quali appartiene proprio ai “Dimonios” della Brigata Sassari.
Il dispositivo operativo include diverse unità fondamentali: il Comando Brigata, il 152° Reggimento Fanteria, il Reggimento Logistico, il 5° Genio Guastatori e il 45° Reparto Comando e Supporti Tattici.
Leggi le altre notizie su www.cagliaripad.it






