Prima pagina Dimensionamento scolastico, ira dei sindacati: “Scelte calate dall’alto”

Dimensionamento scolastico, ira dei sindacati: “Scelte calate dall’alto”

Flc Cgil e Cisl Scuola attaccano il Governo: “Tagli mascherati da riforma, colpito il diritto all’istruzione”

È dura la presa di posizione dei sindacati della scuola contro la decisione del Governo di commissariare Umbria, Toscana, Emilia Romagna e Sardegna sul dimensionamento scolastico. Una scelta definita “gravissima” dalla Federazione Lavoratori della Conoscenza Cgil, che accusa l’esecutivo di colpire la scuola pubblica e di svuotare il ruolo delle autonomie territoriali.

Secondo la Flc Cgil, il commissariamento “nulla ha a che vedere con il Pnrr, utilizzato strumentalmente per giustificare un programma di tagli che il Piano nazionale di ripresa e resilienza non prevede né impone”. Il sindacato sottolinea come il Piano indichi piuttosto la necessità di intervenire sul dimensionamento e sul numero di alunni per classe per affrontare criticità strutturali del sistema scolastico, non per attuare tagli lineari. Una responsabilità che, a giudizio della Flc, ricade interamente sull’attuale Governo.

“Il dimensionamento in atto ha comportato la soppressione di 700 istituzioni scolastiche con la perdita di circa 1.400 posti tra dirigenti scolastici e Dsga” denuncia la Cgil. “Ricadute pesanti sugli organici del personale Ata e docente e un peggioramento complessivo della qualità dell’offerta formativa”.

Il commissariamento viene letto come la conferma di una linea politica che impone “scelte calate dall’alto, escludendo ogni confronto e ignorando deliberatamente le preoccupazioni di Regioni ed enti locali”.

Sulla stessa linea anche la Cisl Scuola. La segretaria Ivana Barbacci definisce il commissariamento “una sconfitta per le istituzioni a tutti i livelli” e invita il Governo e il Ministero dell’Istruzione ad avviare un dialogo costruttivo con le Regioni coinvolte, a partire dalla Sardegna. Barbacci rivolge infine un appello a tutte le forze politiche “affinché non si usi la scuola come terreno di contrasto ideologico, ma si intervenga, tutti insieme, per sostenere la scuola ricercando soluzioni condivise anche in grado di garantire le aree interne del paese”.

Anche Uil Sardegna e Uil Scuola sono sulla stessa linea. “La decisione del Governo di commissariare la Regione Sardegna sul dimensionamento scolastico rappresenta un atto grave e sbagliato, che scarica sulle comunità locali il prezzo di scelte calate dall’alto e costruite su parametri astratti, lontani dalla realtà dell’Isola” scrivono i sindacalisti in una nota.

“La Regione – proseguono – aveva scelto di non procedere a nuove chiusure e accorpamenti di autonomie scolastiche, dopo le 36 già cancellate negli ultimi anni. Una scelta che la Uil ha sostenuto perché coerente con l’esigenza di tutelare la qualità dell’offerta formativa, la presenza della scuola nei territori e il diritto allo studio, soprattutto nelle aree interne e più fragili. Continuare a parlare di accorpamenti e razionalizzazioni significa non voler vedere i problemi reali della scuola sarda“. Per la Uil, la scuola “non è una voce di spesa da comprimere, ma un presidio sociale fondamentale”. Ecco perché chiedono al Governo “di ritirare il commissariamento e di aprire un confronto serio con le Regioni e le parti sociali riconoscendo le specificità dei territori e superando l’approccio puramente economico che sta impoverendo il sistema pubblico di istruzione”.

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