La macchina amministrativa della Regione Sardegna si è messa in moto per gestire il post-emergenza: attualmente è in corso l’istruttoria preliminare finalizzata alla proclamazione dello stato di calamità naturale. Questo iter burocratico sarà seguito da un censimento analitico dei danni, coordinato attraverso un tavolo tecnico che vedrà coinvolti gli enti locali e i vertici della Protezione Civile regionale.
Nella giornata di ieri, la governatrice Alessandra Todde ha toccato con mano la devastazione causata dal Ciclone Harry durante una serie di sopralluoghi nel Sud dell’Isola. Accompagnata dall’assessora dell’Ambiente Rosanna Laconi e dai sindaci di Capoterra, Sarroch, Pula e Villa San Pietro, la presidente ha ispezionato i punti più critici del litorale. Le verifiche sul campo hanno interessato la spiaggia della Maddalena, lo scalo marittimo di Perd’e Sali e, con particolare preoccupazione, il sito archeologico di Nora, dove la furia degli elementi non ha risparmiato le preziose testimonianze del patrimonio storico-culturale sardo.
Sul fronte del coordinamento istituzionale, la giornata della presidente è stata scandita da importanti contatti con il Governo nazionale. In mattinata, il colloquio con il ministro Matteo Salvini ha sancito la volontà comune di accelerare le procedure di intervento; nel pomeriggio, la vicinanza dell’esecutivo centrale è stata ribadita dalla telefonata del vicepresidente del Consiglio, Antonio Tajani, volta a definire le azioni necessarie per il superamento della crisi.
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